Apri il menu principale

Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/135


trentesimosettimo 129


112
     La diè senza contrasto in poter loro
chi v’era dentro, e cosí i ricchi arnesi,
ch’in parte messi a sacco, in parte fòro
dati ad Ullania et a’ compagni offesi.
Ricovrato vi fu lo scudo d’oro,
e quei tre re ch’avea il tiranno presi,
li quai venendo quivi, come parmi
d’avervi detto, erano a piè senz’armi;

113
     perché dal díche fur tolti di sella
da Bradamante, a piè sempre eran iti
senz’arme, in compagnia de la donzella
la qual venia da sí lontani liti.
Non so se meglio o peggio fu di quella,
che di lor armi non fusson guerniti.
Era ben meglio esser da lor difesa;
ma peggio assai, se ne perdean l’impresa:

114
     perché stata saria, com’eran tutte
quelle ch’armate avean seco le scorte,
al cimitero misere condutte
dei duo fratelli, e in sacrificio morte.
Gli è pur men che morir, mostrar le brutte
e disoneste parti, duro e forte;
e sempre questo e ogn’altro obbrobrio amorza
il poter dir che le sia fatto a forza.

115
     Prima ch’indi si partan le guerriere,
fan venir gli abitanti a giuramento,
che daranno i mariti alle mogliere
de la terra e del tutto il reggimento;
e castigato con pene severe
sará chi contrastare abbia ardimento.
In somma quel ch’altrove è del marito,
che sia qui de la moglie è statuito.