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Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/118

112 canto


44
     Perché quell’empio in tal furor venisse,
volson le donne intendere e Ruggiero:
pregar colei, ch’in cortesia seguisse,
anzi che cominciasse il conto intero.
— Fu il signor del castel (la donna disse)
sempre crudel, sempre inumano e fiero;
ma tenne un tempo il cor maligno ascosto,
né si lasciò conoscer cosí tosto:

45
     che mentre duo suoi figli erano vivi,
molto diversi dai paterni stili,
ch’amavan forestieri, et eran schivi
di crudeltade e degli altri atti vili;
quivi le cortesie fiorivan, quivi
i bei costumi e l’opere gentili:
che ’l padre mai, quantunque avaro fosse,
da quel che lor piacea non li rimosse.

46
     Le donne e i cavallier che questa via
facean talor, venian sí ben raccolti,
che si partian de l’alta cortesia
dei duo germani inamorati molti.
Amendui questi di cavalleria
parimente i santi ordini avean tolti:
Cilandro l’un, l’altro Tanacro detto,
gagliardi, arditi e di reale aspetto.

47
     Et eran veramente, e sarian stati
sempre di laude degni e d’ogni onore,
s’in preda non si fossino sí dati
a quel desir che nominiamo amore;
per cui dal buon sentier fur traviati
al labirinto et al camin d’errore;
e ciò che mai di buono aveano fatto,
restò contaminato e brutto a un tratto.