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Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/115


trentesimosettimo 109


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     Alle guerriere et a Ruggier, che meno
non han pietosi i cor, ch’audaci e forti,
de’ bei visi turbò l’aer sereno
l’udire, e piú il veder sí gravi torti:
et oblïando ogn’altro affar che avieno,
e senza che li prieghi o che gli esorti
la donna afflitta a far la sua vendetta,
piglian la via verso quel luogo in fretta.

33
     Di commune parer le sopraveste,
mosse da gran bontá, s’aveano tratte,
ch’a ricoprir le parti meno oneste
di quelle sventurate assai furo atte.
Bradamante non vuol ch’Ullania peste
le strade a piè, ch’avea a piede anco fatte,
e se la leva in groppa del destriero;
l’altra Marfisa, l’altra il buon Ruggiero.

34
     Ullania a Bradamante che la porta,
mostra la via che va al castel piú dritta:
Bradamante all’incontro lei conforta,
che la vendicherá di chi l’ha afflitta.
Lascian la valle, e per via lunga e torta
sagliono un colle or a man manca or ritta;
e prima il sol fu dentro il mare ascoso,
che volesser tra via prender riposo.

35
     Trovaro una villetta che la schena
d’un erto colle, aspro a salir, tenea;
ove ebbon buono albergo e buona cena,
quale avere in quel loco si potea.
Si mirano d’intorno, e quivi piena
ogni parte di donne si vedea,
quai giovani, quai vecchie; e in tanto stuolo
faccia non v’apparia d’un uomo solo.