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Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/71


decimottavo 65


120
     Astolfo e Sansonetto non fur lenti
a seguitarla, e seco a ritornarsi
verso la porta (che tutte le genti
gli davan loco), et al rastrel fermarsi.
Aquilante e Grifon, troppo dolenti
di vedersi a uno incontro riversarsi,
tenean per gran vergogna il capo chino,
né ardian venire inanzi a Norandino.

121
     Presi e montati c’hanno i lor cavalli,
spronano dietro agli nimici in fretta.
Li segue il re con molti suoi vasalli,
tutti pronti o alla morte o alla vendetta.
La sciocca turba grida: — Dalli dalli! —
e sta lontana, e le novelle aspetta.
Grifone arriva ove volgean la fronte
i tre compagni, et avean preso il ponte.

122
     A prima giunta Astolfo raffigura,
ch’avea quelle medesime divise,
avea il cavallo, avea quella armatura
ch’ebbe dal dí ch’Orril fatale uccise.
Né miratol, né posto gli avea cura,
quando in piazza a giostrar seco si mise:
quivi il conobbe e salutollo; e poi
gli domandò de li compagni suoi;

123
     e perché tratto avean quell’arme a terra,
portando al re sí poca riverenza.
Di suoi compagni il duca d’Inghilterra
diede a Grifon non falsa conoscenza:
de l’arme ch’attaccate avean la guerra,
disse che non n’avea troppa scienza;
ma perché con Marfisa era venuto,
dar le volea con Sansonetto aiuto.