Apri il menu principale

Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/64

58 canto


92
     Vuole Aquilante, vuole il re che mille
strazii ne sieno fatti; ma Grifone
(perché non osa dir sol d’Orrigille)
all’uno e all’altro vuol che si perdone.
Disse assai cose, e molto ben ordille;
fugli risposto; or per conclusione
Martano è disegnato in mano al boia,
ch’abbia a scoparlo, e non però che moia.

93
     Legar lo fanno, e non tra’ fiori e l’erba,
e per tutto scopar l’altra matina.
Orrigille captiva si riserba
fin che ritorni la bella Lucina,
al cui saggio parere, o lieve o acerba,
rimetton quei signor la disciplina.
Quivi stette Aquilante a ricrearsi
fin che’l fratel fu sano e potè armarsi.

94
     Re Norandin, che temperato e saggio
divenuto era dopo un tanto errore,
non potea non aver sempre il coraggio
di penitenzia pieno e di dolore,
d’aver fatto a colui danno et oltraggio,
che degno di mercede era e d’onore:
sí che dí e notte avea il pensiero intento
per farlo rimaner di sé contento.

95
     E statuí nel publico conspetto
de la cittá, di tanta ingiuria rea,
con quella maggior gloria ch’a perfetto
cavallier per un re dar si potea,
di rendergli quel premio ch’intercetto
con tanto inganno il traditor gli avea:
e perciò fe’ bandir per quel paese,
che faria un’altra giostra indi ad un mese.