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Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/444

438 canto


64
     Brandimarte, che ’l conte amava quanto
si può compagno amar, fratello o figlio,
disposto di cercarlo, e di far tanto,
non ricusando affanno né periglio,
che per opra di medico o d’incanto
si ponga a quel furor qualche consiglio,
cosí come trovossi armato in sella,
si mise in via con la sua donna bella.

65
     Verso la parte ove la donna il conte
avea veduto, il lor camin drizzaro,
di giornata in giornata, fin ch’al ponte
che guarda il re d’Algier, si ritrovaro.
La guardia ne fe’ segno a Rodomonte;
e gli scudieri a un tempo gli arrecaro
l’arme e il cavallo: e quel si trovò in punto,
quando fu Brandimarte al passo giunto.

66
     Con voce qual conviene al suo furore
il Saracino a Brandimarte grida:
— Qualunque tu ti sia, che, per errore
di via o di mente, qui tua sorte guida,
scendi e spogliati l’arme, e fanne onore
al gran sepolcro, inanzi ch’io t’uccida,
e che vittima all’ombre tu sia offerto:
ch’io ’l farò poi, né te n’avrò alcun merto.

67
     Non volse Brandimarte a quell’altiero
altra risposta dar, che de la lancia.
Sprona Batoldo, il suo gentil destriero,
e inverso quel con tanto ardir si lancia,
che mostra che può star d’animo fiero
con qual si voglia al mondo alla bilancia:
e Rodomonte, con la lancia in resta,
lo stretto ponte a tutta briglia pesta.