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Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/179


cando nono 173


12
     Voi dovete saper ch’oltre l’Irlanda,
fra molte che vi son, l’isola giace
nomata Ebuda, che per legge manda
rubando intorno il suo popul rapace;
e quante donne può pigliar, vivanda
tutte destina a un animal vorace
che viene ogni dí al lito, e sempre nuova
donna o donzella, onde si pasca, truova;

13
     che mercanti e corsar che vanno attorno,
ve ne fan copia, e piú delle piú belle.
Ben potete contare, una per giorno,
quante morte vi sian donne e donzelle.
Ma se pietade in voi truova soggiorno,
se non sète d’Amor tutto ribelle,
siate contento esser tra questi eletto,
che van per far sí fruttuoso effetto. —

14
     Orlando volse a pena udire il tutto,
che giurò d’esser primo a quella impresa,
come quel ch’alcun atto iniquo e brutto
non può sentire, e d’ascoltar gli pesa:
e fu a pensare, indi a temere indutto,
che quella gente Angelica abbia presa;
poi che cercata l’ha per tanta via,
né potutone ancor ritrovar spia.

15
     Questa imaginazion sí gli confuse
e sí gli tolse ogni primier disegno,
che, quanto in fretta piú potea, conchiuse
di navigare a quello iniquo regno.
Né prima l’altro sol nel mar si chiuse,
che presso a San Maio ritrovò un legno,
nel qual si pose; e fatto alzar le vele,
passò la notte il monte San Michele.