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Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/105


quinto 99


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     Hai sentito, signor, con quanti effetti
de l’amor mio fei Polinesso certo;
e s’era debitor per tai rispetti
d’avermi cara o no, tu ’l vedi aperto.
Or senti il guidardon che io ricevetti,
vedi la gran mercé del mio gran merto;
vedi se deve, per amare assai,
donna sperar d’essere amata mai:

73
     che questo ingrato, perfido e crudele,
de la mia fede ha preso dubbio al fine:
venuto è in sospizion ch’io non rivele
al lungo andar le fraudi sue volpine.
Ha finto, acciò che m’allontane e cele
fin che l’ira e il furor del re decline,
voler mandarmi ad un suo luogo forte:
e mi volea mandar dritto alla morte:

74
     che di secreto ha commesso alla guida,
che come m’abbia in queste selve tratta,
per degno premio di mia fé m’uccida.
Cosí l’intenzïon gli venia fatta,
se tu non eri appresso alle mie grida.
Ve’ come Amor ben chi lui segue, tratta! —
Cosí narrò Dalinda al paladino,
seguendo tuttavolta il lor camino.

75
     A cui fu sopra ogn’aventura, grata
questa, d’aver trovata la donzella,
che gli avea tutta l’istoria narrata
de l’innocenzia di Ginevra bella.
E se sperato avea, quando accusata
ancor fosse a ragion, d’aiutar quella,
via con maggior baldanza or viene in prova,
poi che evidente la calunnia truova.