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liriche apocrife 309

III

STANZE

I

Loda le chiome, la fronte, le ciglia, gli occhi, il naso, le guance, la bocca, le labbra, i denti, il mento, le orecchie, il collo della sua donna.

1. Chiome
     Chi dirá mai di quel bell’oro ardente
le degne lodi, e l’annodar felice,
che stringe l’alme ognor piú dolcemente,
chiome d’ogn’altro onor prima radice:
l’aurato vel non men fu in voi lucente,
né la coma fu tal di Berenice;
da sì bel crin non esca acceso spirto,
negletto ad arte o inanelato o dirto.
2. Fronte
     L’alma fronte di voi sembra l’aurora,
che le notturne ombre ogn’ora sfaccia;
non men col su’ apparir imperla e indora
le piagge intorno, e l’altra notte scaccia,
ond’ogn’alma gentil si sveglia allora
e sì visibilmente arde e si allaccia,
che all’apparir de la divina fronte
uscisse il sol nel bel nostro orizonte.