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Polemiche 45

cedono e lo seguono1. Quello che affermo del concilio lateranese quarto, lo dico anche del tolosano del 1229, al quale sotto pare che si apponga la stessa taccia. Eppure sentite, che cosa ha coraggio di soggiungere il sig. E. P.!

«E non ci smentite, o signori, perciocchè noi grideremo sempre al popolo ingannato.»

Bravo! Non si può negare che abbiate una faccia franca. Siete voi che ingannate, spudoratamente ingannate, e poi gridiate all’inganno.

«Aprite la storia dei concilii (autore Labbé) nel tomo undecimo, nella parte prima, alla pagina 430...»

Queste indicazioni, senza il luogo e la data dell’edizione, non contano nulla. Di fatti le edizioni del Labbeo, che ho potuto trovale qui a Mantova, una nella biblioteca del seminario di Parigi del 1714, e un’altra nella biblioteca pubblica, Venezia 1730, portano il concilio in discorso, la prima nel tomo VII col. 173 e seg., la seconda nel tomo XIII, col. 1237 e seg. Quale edizione cita dunque il nostro articolista, e dove si trova?

«... troverete un decreto del concilio di Tolosa tenuto nel 1229 il quale estende il precetto di Innocenzo III — doveva dire del concilio di Laterano — ed ordina non più la confessione una ma tre volte all’anno per potere distruggere efficacemente l’eresia. Or che ne dite, o lettori!»

Diciamo che, se col dire semplicemente ai cristiani — dovete confessarvi tre volte l’anno — senza aggiungere, come voi a torto lasciate credere, di dovere accusare nella confessione gli eretici, credeva il concilio di Tolosa di poter distruggere l’eresia, in ciò non ha fatto niente di male. Diciamo inoltre che il provvedimento, d’altronde non nuovo, del concilio di Tolosa (che non è ecumenico come il lateranese) fu affatto temporaneo e

  1. Vedi Labbeo, ed. di Parigi 1714, t. VII dalla col. 1 alla 86.