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296 | Scritti vari |
V.
Sul fianco della nave,
A cui mi appoggio, sì fantasticando,
Batton sonanti l’onde,
4E diconmi all’orecchio, gorgogliando;
«È corto il braccio tuo,
Lontano è il cielo, e bene gli astri infissi
Gli son con aurei chiodi;
8E in vano ad essi aneli,
Meglio posassi e placido dormissi.»
VI.
E m’addormiva; e un vasto piano incolto
Sognava; e intorno freddo e oscuro verno,
Ed alta neve; e in essa me sepolto,
4In grembo della morte al sonno eterno.
E giù guardavan dall’azzurra sfera
Sulla mia tomba gli occhi delle stelle,
In quella luce dolce e lusinghiera,
8Amor spirante, eternamente belle.