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non mancano; ma più, rispetto a quelle due universali potestà combattenti, che rispetto all’Italia; e dei comuni poi non è quasi detto nulla; mentre a noi pare che questa giovine forza, nata appunto tra quelle lotte, non fosse da trascurarsi in una storia generale del medio evo d’Europa, avendo essi comuni (mentre hanno generato lentamente l’Italia moderna) contribuito a quei tempi con efficacia allo sviluppo della civiltà anche fuori dei confini italiani. Il libro, elegante anche sotto il rispetto tipografico, è corredato d’incisioni intercalate nel testo, desunte da monumenti originali, e di carte geografiche.

— Come contributo agli studi intorno alla cancelleria pontificia il prof. H. Simonsfeld, ha comunicato all’Accademia di Baviera alcune sue ricerche fatte in Italia nel 1889. Beiträge zum päpstl. Kanzleiwesen in Mitlelalter ec. Estr. dai Sitzungsberichte der phil. Classe der K. bayer. Akad., der Wissensch, 1890. Vol. II, fasc. 2.°) Egli descrive il Liber cancellarie, che si contiene in un cod. del Collegio Spagnuolo di Bologna, del secolo XIII cadente (già usufruito dal Merkel, per i documenti cancellereschi pontifici pubblicati nell’Arch. Stor. Ital., Serie I, App. to. V), e ne fa il confronto col Liber cancellarie apostolicae edito da G. Erler (Leipzig, 1888), di su un codice parigino del secolo XIV. Discorre poi d’un cod. della Biblioteca di S. Marco di Venezia (CI. IV, cod. 30) contenente un Formularius et stilus scriptornm romanae curiae, e ne pubblica in appendice un largo estratto.

— Il sig. Patrizio Antolini ha compilato un Indice dei Manoscritti relativi alla storia di Ferrara, dividendolo in tre parti: la prima delle storie, cronache e annali di autori noti; la seconda, degli anonimi; la terza degli scritti «intorno a qualche argomento «storico, sia o no anonimo l’autore». Di questo lavoro ha pubblicato ora come saggio, la prima parte (Argenta, tip. Argentana, 1891. 8.° di pp. 52; prezzo, lire 1,50). È un lavoro compilato con affetto e con cura, con brevi notizie, ma sufficienti e precise, dei singoli mss.; e lo raccomandiamo agli studiosi, col desiderio che questo primo opuscolo sia presto seguito dalle altre due parti che debbono completare l’opera.

— Il D.r Umberto Marchesini ha pubblicato un breve opuscolo su Brunetto Latini notaio (Verona, Franchini, 1890), inserendovi un documento fiorentino, fin qui inedito e sconosciuto, dal quale si deduce che nel 1274-75 Brunetto era Console dell’Arte de’ Giudici e Notai pel Sesto di Porta del Duomo.