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382 archivi e biblioteche


Di Archivi privati ho potuto esaminare i seguenti:

3) quello del Capitolo della Cattedrale

4) degli Ospedali riuniti (Spedale del Ceppo)

5) del Conservatorio di S. Gio. Battista (S. Chiara)

6) del Vescovado

7) di Casa Cancellieri

8) di Casa Giulio de’ Rossi, e

10) i due Archivi Rospigliosi1.

Conservansi inoltre carte medievali: nella Biblioteca Forteguerri, nella Fabroniana, e nella raccolta del fu cav. Filippo Rossi-Cassigoli, della quale parlò in questo stesso Periodico l’avv. Luigi Chiappelli2. Questi sono, a mia notizia, i luoghi principali, in cui nella città di Pistoia si trovano documenti del medio evo.

Due sono le Provenienze diplomatiche (fondi), rimaste nell’Archivio comunale di Pistoia; quello della Badia di San Michele in Forcole, e quello della Badia di Fonte a Taona: ambedue dell’ordine Vallombrosano. S. Michele era posto allo porte della città e precisamente fuori Porta San Marco; la Badia a Taona, celebre per la sua antichità, posta sul ciglio dell’Appennino, partecipava si della vita pistoiese come di quella del territorio di Bologna. Ma, mentre le carte di San Michele sono rimaste quasi ignote ed affatto inesplorate, il fondo della Badia a Taona è conosciutissimo, e molte delle sue pergamene si trovano stampate nelle opere degli autori che si occuparono sia del nostro Comune, sia della storia dell’ordine Vallombrosano.

Il primo mio compito fu quello di dividere i due fondi, che giacevano alla rinfusa in due casse, nelle quali appena capivano. Non si era mai pensato farne un inventario, sicchè era impossibile trovarvi una determinata carta senza immenso perditempo. La divisione dei fondi riusci nella maggior parte de" casi facile, perchè i segni di cancelleria e le note dorsali levavano ogni dubbio intorno alla provenienza. Nei pochi casi, in cui faceva deficienza questo indizio diretto, ne dava luce il contenuto stesso della carta.

Compiuta la divisione dei due fondi, disposi le pergamene

  1. Non ho veduto l’Archivio di casa Tolomei. Quello di casa Forteguerri non contiene carte anteriori al Trecento; e lo stesso si dica del’Archivio della R. Prefettura.
  2. Serie; V, tomo l’(an. 1890), pp. 483-486.