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300 il libro di antonio billi

«nel libro d’Antonio dice»; - non era possibile di determinar più esattamente quale e quanta parte della sua compilazione egli abbia tratto da questo libro, e perciò non si poteva neppure tentare di restituir il suo testo intiero o almeno in parte.

Ora noi crediamo di aver riconosciuto in due codici della Biblioteca nazionale di Firenze due copie del libro accennato, nelle quali, benchè da lungo tempo quei codici fossero noti a parecchi studiosi, nessuno di essi si ravvisò di congetturare questo loro originale. Prima di raccogliere il materiale necessario per dimostrar la giustezza della nostra asserzione, sarà mestieri dir poche parole de’ due codici, ed esporre quanto abbiamo potuto stabilire circa la loro origine, provenienza e tempo, circa la persona de’ loro autori, e circa altre questioni che rispetto ad essi potrebbero interessarci; tenendo sempre di mira il fine che ci siamo proposti di raggiungere nel presente Studio.



Il primo dei manoscritti in discorso è il Codice magliabechiano, Cl. XXV, n.o 636, che dalla biblioteca del senatore Carlo Strozzi, dove era segnato col n.o 476, insieme con una parte de’ suoi tesori passò nel 1784 in quella che lo conserva oggi. Da questa sua provenienza noi lo designeremo brevemente col nome di «Codice Strozziano». — L’unica menzione che, a quanto sappiamo, ne fu fatta nella letteratura relativa alla storia delle arti del disegno, è quella del Prof. Ianitschek di Strassburgo, il quale, toccandone di passaggio, afferma esser esso un estratto del Cod. Gaddiano (Magliab. XVII, 17) scritto circa alla metà del 1500 (1): la quale asserzione peraltro nel corso della presente investigazione si proverà essere erronea. Il nostro manoscritto è un codice miscellaneo riempito di copie di vari documenti di tempi diversi, e si compone di 117 fogli in quarto, scritti da differenti mani.

Le notizie che sole per ora ci interessano di tutto il suo contenuto, scritte sui fogli 73r-85v con mano molto accurata, per non dir addirittura calligrafica, consistono in una serie di biografie di artisti, per lo più molto succinte. Il loro ordine si trova indicato sul primo foglio recto e verso, cominciando

  1. Repertorium für Kunstiwissenschaff. Stuttgart, 1884. t. VI, pag. 77.