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344 annunzi bibliografici

Biblioteca stessa. A chi fosse indirizzata non è detto, ma come avverte l’editore «si può da alcuni nomi che vi si leggono e per certi riscontri congetturare che il Parenti inviassela a Filippo di Matteo Strozzi, suo zio materno, che allora stava in Napoli ed è il fondatore del bel palazzo di Firenze».

Con munificenza di re vennero celebrate queste nozze; e la descrizione che ne fa il Parenti riesce molto gustosa a leggersi per le minute particolarità che racconta, parte sulla fede di quanto aveva egli stesso veduto, e parte su quella di Cosimo Bartoli, che delle splendide nozze fu «uno de’ principali governatori, e massime sopra’ confetti». È preceduta da una graziosa letteruccia dell’editore, il quale cerca nascondere il suo nome, ma invano; imperocchè sanno tutti essere egli il Dott. Diomede Bonamici, valente medico e letterato livornese.

G. S.


Biografia del prof. Carlo Giachery, scritta dal prof. Giuseppe Bozzo. Palermo, tipografia del Giornale di Sicilia, 1869; in 8vo di pag. 20.


Carlo Giachery nato in Padova ai 28 di giugno del 1812 moriva ai 31 di agosto del 1865 a Palermo, dove i suoi lo avevano menato fanciullo e dove visse sempre. Studiato che ebbe l’architettura con amore e con frutto nella sua nuova patria ed a Roma, giovanissimo fu chiamato a insegnarla nell’università palermitana, e molto giovò a tenere in fiore le arti cogli esempi e colla parola; imperocchè alla teorica dell’architettura seppe accoppiare la pratica, e molte opere condusse a fine con sapere e con gusto. Di suo a stampa si conosce una Memoria descrittiva della Sicilia e de’ suoi mezzi di comunicazione sino al 1861, edita a Palermo dal Pedone Lauriel.

G. S.


Documenti per la vita di Uberto Foglietta, per Giuseppe Campori. Modena, dalla tipografia di Carlo Vincenzi, 1870, in 4to.


I documenti presenti, dati fuori con amore e illustrati con senno dal sig. Campori, spargono nuova e larga luce sulla vita del Foglietta, imperciocchè svelano ciò che ai biografi di lui restò ignoto, vale a dire le relazioni sue con parecchi de’ Principi che governavano allora l’Italia e che erano delle lettere grandi e benemeriti favoreggiatori.