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i porti della maremma senese 45

il suo mestiere mercantile in Talamone. E continuava narrando, che «avendo più volte, navigando, considerato lo sito della vostra terra in Talamone e porto di esso, e altri loci aptissimi allo exercizio mercantile, e potersi facilmente in quelli loci acquistare honore e utile con grande utile della vostra città e vostri cittadini, e così nel condurre in essi vostri porli e lochi più mercanzie necessarie e utili, come eziandio nel cavare, con vantaggio non piccolo della S. V. e suoi cittadini....; ha deliberato, in quanto piaccia alla V. M. S. venire ad abitare nella vostra terra di Talamone, e ine condurre e per continuo habitare la sua famiglia, beni e facultà, e diventare terriere d’essa vostra terra di Talamone»1. La Balìa accolse con molto favore la dimanda del mercante genovese, ed i patti da lui medesimo proposti; tra i quali era pur quello di essere obbligato, «facendo alcuno viaggio, menarvi diversi giovani, acciò che imprendino e pratichino e facciansi valenti mercatanti»2.

Qui cade opportuno cominciare a discorrere di Port’Ercole3. Nella estrema punta orientale del Monte Argentaro, conosciuto dagli antichi col nome di Promontorio Cosano, si apre questo porto naturale, il cui villaggio fabbricato a palco fino alla riva del mare, è protetto dal sovrastante castello. Agli eruditi nelle antichità patrie sarebbe vanità il ricordare che questo Porto

  1. Questa dimanda fu letta nell’adunanza del Collegio di Balia de’ 24 febbraio 1457; ed è per intero trascritta nel vol. II delle Deliberazioni di esso Collegio, a c. 202.
  2. I patti proposti in questa dimanda ed accettati dalla Balìa giovano a far conoscere viemeglio le condizioni della marina mercantile di quel secolo, e ci sembrarono perciò meritevoli di essere testualmente allegati fra i Documenti sotto il n. IX.
  3. A scanso di ogni indebita accusa dobbiamo avvertire che queste notizie da noi raccolte su Port’Ercole, furono comunicate all’autore della Illustrazione sulla fortezza di quel porto, inserita nell’Appendice alla Relazione della guerra di Siena di Don Antonio da Montalvo (Torino, 1863). Cosi hanno spiegazione alcune rassomiglianze che potranno notarsi tra la nostra Memoria e quella illustrazione nella breve parte storica che precede le notizie della fortezza di Port’Ercole.