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dicendo di esse lo Chassant: «C’était moins des abreviations proprement dites, qu’un moyen de resserrer l’écriture dans un petit espace»1; e neppur s’accettano tutte quelle della prima classe; ma per abbreviature propriamente dette si vogliono intendere quelle per sospensione, per contrazione e per segni speciali. Cosi l’autore nostro ha considerato per abbreviature queste sole; mentre poi ha discorso separatamente delle sigle, delle inserzioni, congiungimenti e nessi di lettere, dei monogrammi, e infine delle note tironiane.

Una parola su queste abbreviature propriamente dette. Il sig. Gloria le definisce «figure che rappresentano i vocaboli, e consistono in alcune lettere di essi ed in certi segni sostituiti alle altre lettere omesse» (pag. 40); combatte, non senza ragione, la pretesa utilità dei dizionari di abbreviature; e dà alcune buone regole pratiche per l’intelligenza delle medesime, senza farne peraltro veruna suddistinzione teorica (pag. 40-43). Senza sconoscere la bontà di questo metodo pratico, che, fondandosi sopra un’accurata analisi, non afferma se non quello che viene accertato da’ replicati esperimenti, credo bensì che scentificamente non sia affatto disutile una suddistinzione delle abbreviature propriamente dette: le quali, con somma precisione, possono ridursi a quattro ordini: Abbreviature per sospensione, Abbreviature per contrazione, Abbreviature per segni speciali, Abbreviature per lettere sovrapposte. Ciascuno di questi ordini rappresenta un modo differente di tachigrafia; perchè, se anche le abbreviature delle due prime specie sono accompagnate da segni, questi non hanno in esse altro ufficio, se non d’indicare che la parola è abbreviata; mentre denominiamo Abbreviature per segni speciali, quelle in cui un segno rappresenta costantemente una data lettera ovvero una data sillaba. Anche le letterine sovrapposte furono usate talora come esponenti alle sigle e alle abbreviature per sospensione, e vai sero a indicare semplicemente la finale delle parole; ma in molti altri casi esse hanno una significazione speciale, e allora formano classe da sè. Pertanto ai precedenti quattro ordini di abbreviature non se ne potrebbe aggiungere verun

  1. Dict. des abreviations, pag. xi.