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vita di domenico cirillo 113

di 2500 ducati all’anno in favore del brigadiere Don Giovanni Salomone e suoi legittimi eredi; e di 1200 al tenente colonnello Leone di Toro co’ decreti del 2 e del 9 novembre; e le altre minori a Paolo Espero agente in Viterbo; a Niccola Lamanna in data del primo febbraio 1800; a Tommaso Guarracino, Luigi Colabattista, Luigi Vallesa e Rocco Capazio in data del 26 e 28 di febbraio; e sino a quel Luigi Brandi popolano, cui fu dato il grado di capitano: pure la repubblica ne aveva rispettata la vita non ostante la sua resistenza sopra il Castello di Sant’Elmo. E un decreto della Carolina Borbone donava un quartiere della casa Cammarota, posta dietro la chiesa di Moutecalvario, a Gaetano Infante, altra birba.

Le afflitte donne del Cirillo, la mamma e la sorella, uscendo pel giardino ripararono prima in casa Bausi lì presso, poi nel borgo Sant’Antonio non lontano, forse in casa dell’egregio giovane artista e poi colonnello Calcedonio Casella, per prendere a nolo delle vesti, poichè erano state spogliate di tutto; e la piangente vecchia rimase così sbigottita degli avvenimenti, che dopo alcuni mesi morì, ignorando la sorte funesta del figlio, sì che nel testamento lo lasciò erede principale di un vasto podere nella terra di Arzano, poi venduto per strettezze a un tale Mezzanotte.

E a tanta empietà si giunse che vennero confiscati gli onorari di cui Cirillo era creditore1, cioè ducati 410

  1. Negli Archivi nazionali si conserva un volume intitolato:
    «Conto di me sottoscritto D. Carlo Bianco, regio tesoriere, destinato da S. M (D. G.) pe’ beni de’ rei di Stato, per l’amministrazione tenuta dal giorno dell’istallazione (8 agosto 1799) a tutto maggio 1800».
    Dal quale io trascrissi queste note: «Confidenze minori affidate al razionale Don Nicola Onorato». Confidenza del reo D. Domenico Cirillo. - A 20 settembre 1799 (pag. 1").
    «Da Don Nicola Pagano ducati 131, 20 per prezzo dell’uva di pertinenza del suddetto reo Cirillo, ut fol. 2, Libro di cassa».
    A pagina 18: «Confidenza dei rei fratelli Cirillo» . 10 maggio 1799.
    «Mi fo introito di ducati 40 pervenuti in mio potere per mano del canonico D. Giacinto Pistilli di contanti, di pertinenza dei suddetti rei Cirillo, ut fol. 45».
    A pagina 85: