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La lega cristiana nel 1572 351

re Filippo e gli onori conferitigli mostrano che non senza ordine ed approvazione del re, l’impresa di quell’anno fu abbandonata dall’armata spagnola.

Tuttavia, ritornate nei mari di ponente le squadre, che di alleate avevano soltanto il nome, i Veneziani per amor di pace e più specialmente per urgente bisogno che avevano d’esser soccorsi, avevan fatto tacere i risentimenti, frenati gli sdegni, dissimulata l’offesa, sperando di poter avere nel prossimo anno più validi e più efficaci soccorsi dalla Spagna1.

Ma non si tosto furono riprese in Roma le trattative per la lega, erano apparsi per non dubbi segni la mala fede e l’egoismo del re. Non starò qui a ripetere quel che ormai a tutti è noto dopo la pubblicazione del Negotiato et conclusione di lega contro il Turco del Soriano2 e dopo l’opera del Guglielmotti, che lo segue passo passo, e spesso lo compendia; ma certo l’aver gli Spagnoli insistito perchè la lega fosse solo difensiva contro i Turchi, offensiva invece contro i Barbareschi, l’aver essi per lungo tempo sostenuto che per l’anno 1571 nessuna impresa si dovesse intraprendere, l’aver sollevato nuove difficoltà all’ultimo momento, quando già il pontefice aveva convocato i deputati delle due parti per giurare i patti convenuti3, faceva .palese anche ai meno accorti, che non il bene della cristianità, non il desiderio di salvare la pericolante Famagosta, ma l’egoistico desiderio di liberare i mari di ponente dalle incursioni algerine, e forse la se-

  1. «Si tollerava il tutto pazientemente; si sperava che un giorno dovessero scoprirsi reali e di buona mente, perchè si trattava dell’interesse universale di tutti li cristiani»; Longo, op. cit. p. 22.
  2. Appendice ai Commentari della guerra di Cipro di B. Sereno, op. cit. p. 393.
  3. Sereno, op. cit. p. 90.