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mea, pos viro decessi sit liveri et liveras et abipsolutis ab omne vinculis iugum 34. senótutis, ab hoc omnis nostri heredes proheredumque eorum in poftentm petitione dannata, quam in pagina donationis vel despositionis mee, quale superius legitur, scribe- 55* re rogavit, et a me vel testibus roboretor. Actum in rofano, in corte eius, mense et inditione suprascripta, feliciter. Signum -j* manus walprandu vir honestus donatori, qui hunc iudicatu dispositioni pro anima 36. sua scribere rogavit. Signum f manus auzoni de rofano testis.

Signum f manus urso de amena testis. Signum f manus petronì de vico sancti laurentii testis. Ego willo rogatus me teste subscripsi.

Signum f manus 37. leoprando de rofanu testis. 38. Ego liminosus clericus et notarius rogatus ad suprascriptu donatore pos tradita complevit et dedit1.


XXII.

Anno 823, mese di novembre, in vico Mariano.


Transazione fra Immone e Imilfrido, figli di Occini gastaldo, e Valcari, in conseguenza della rescissione, av-

  1. Di questo documento esiste un secondo esemplare che ha molte differenze da quello qui pubblicato. La data, l’actum, i testimoni, il notaio son gli stessi, salvo che dei testimoni manca Leprando di Rofano. Per le prime otto linee i due documenti procedono egualmente concordi, osservando però, che nel secondo sono corretti i più degli errori che riempiono il documento qui sopra trascritto. Dopo le parole «visu sum» della linea 8, l’altro esemplare lascia le linee seguenti fino alla 17, dicendo: «iuxta castrum quod vocatur beterbum, scilicet in sunsa cum ecclesia sancti johannis inibi constructa». E così poi segue secondo le linee 18, 19, 25, 26, 20, 21, 22, 23, con poche varianti e con forma più corretta. Quindi passa subito alla chiusa del documento, come alle linee soprascritte, 34, 35, 36. Di modo che non soltanto manca l’indicazione di molti dei fondi donati, ma ancora tutta la parte del documento che si riferisce alle condizioni colle quali la donazione stessa vien fatta.
        Tutto ciò fa credere che nessuno dei due esemplari sia stato fatto su documento originale, e che anzi questo non sia probabilmente esistito mai. Tal sospetto è confermato dal carattere delle pergamene che sembra di epoca posteriore a quella indicata nel documento, ed anche dal fatto dello straordinario numero di fondi, che