Pagina:Archivio Glottologico Italiano, vol. 1, 1873.djvu/74

10 Ascoli, Saggi ladini, I

viamo che si continui ( ‘mēlo’ anzichè ‘mālo’ (melo), e quindi si dica meila meilêr (mela, melo, Conr.; cfr. ë́, e v. Schuch, vok. I, 187-8);- ma di particolare viene ad aggiungersi: ge=jam1, coll’a in e per effetto della precedente palatina, di che si vegga l’esordio al sottosilvano2. [4] mo (ma[g]is, ital. ma), per effetto assimilativo del suono labiale che precede; e per effetto del labiale che precede e succede, o solo succede: quou (qua) 8, 29; 17, 20, lou (là), ecc., *qua-v[i] ecc. (ds.: caû, lau lou; v. III, § 5, e intanto si consideri l’it. quivi, e ancora clava-int, colà dentro, e simiglianti, nel poschiavino, I, § 2, a); cfr. il num. che sussegue e

[5] il 133. aun = AN (cfr. le formole con n complic.; ma diversa ragion d’essere intercede nelle formole con n complic.): damaun *de-mane 6, 34; 20, 1; 2, 1; saun-s 8, 7, sauns pi. 9, 12, sauna 9, 21; plaunas planae, , 3; carstiaun (uomo4); pagauns 4, 15; quartauna (stajo) 5, 15; strauni extraneo- (stranio, strano) I Piet. 4, 4; — in voun vouns vounas, vanus vani vanae, Col. 2, 8, I Cor. 3, 20, Tit. 3, 9, abbiamo, quasi per effetto anticipato dalla doppia spinta labiale, un esemplare della varietà oun = aun = AN, che nel Car. occorre di continuo allato all’aun di questo numero e del susseguente (saun soun, maun moun ecc.)5. [6] maun, , 12; chiauns canes 7, 6 (cfr. num. 15); - taunas, it. tane, 8, 20; [7] om = ĀM (cfr.



  1. ‘jam’qui cede di regola il posto al ted. ‘schon’, ma ancora sussiste, quasi ritraduttore di f schon’, nel congiunzionale scha ge (‘ob-schon’), sebbene, se pure: sch’el ge fa bue hanur se egli pure [non] fa punto onore 15, 5; scha ge quando pure 26, 33.35; e forse ancora sussiste qual particella affermativa (Schuch. lautw. 14): je, je, sì, sì, 5, 37.
  2. Un saggio di Waltensburg (Bühl.), riformato mi offre ripetutamente: magliär (che è quanto dire: malje̱r), mangiare (v. num. 146), così palesandoci che in quel dialetto sia bene inoltrato il fenomeno a cui ora si allude. Ma il saggio è scarso, e solo mi permette di aggiungere che dietro la esplosiva palatina l’a non volge ad e in spetgava aspettava (cfr. num. 172), scatschar (num. 107), carstgauns (num, 5).
  3. Circa la diversa sentenza di Schuch. lautw. 43-4, v. II, §, .
  4. Cioè christianus, v. num. 124. È parificazione logica che dà luogo a curiose incongruenze. Così G. C. deve chiamare cristiani gli uomini di tutti i tempi, e dire: mo vus parchireit d’ils carstiauns, guardatevi dai cristiani (cioè: dagli uomini), 10, 17 (v. in ispecie: Col. 2, 8). Ancora cfr. nel testo: parmer carstiaun, num. 9.
  5. Anche ds. ha di regola aun per questi due numeri; ma ha l’eu, di cui vedi mr, in pleun, suolo, p. 268, allato a plaun plaun, pian piano, p. 228.