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298 Ascoli, Saggi ladini, I. nato a nuvolare, ecc. *; ed ancora abbiamo un filone clip va da oltralpe in sino alla Cattolica *. 1 Uae, <tra l’a e la e, ma più vicino a quest’ultima, pronunziata alquanto aperta’, del bel saggio piacentino che e nella Raccolta di dialetti italiani dello Zuccagni-Orlandini (Firenze, 1864). 9 Io non so se alcun glottologo siasi mai accorto, che l’è (ce), per d fuor di posizione (compreso -àn -<ma), occorre costantemente anche in una sezione del territorio toscano, ed è nell’aretino. Vi riconosceremo il fenomeno emiliano, che si propaggina, nella direzione da tramontana ad ostro, al versante occidentale dell’Appennino, e naturalmente si accompagna, come bentosto potremo vedere, con altri fenomeni che dell’Emilia son proprj. Del qual nesso tosco-emiliano mi riserbo poi a riparlare altrove, sempre attingendo ad una fonte che anch’essa mi è schiusa dalla diligenza del Cherubini, poiché è merito suo se l’Ambrosiana possiede una bellissima copia del Voca- * bolario aretino del Redi, che tuttora è inedito e sarà pubblicato in quest’Archivio. Ivi non s’incontra facilmente Ve (ce e) per d, chi si limiti a scorrere la serie alfabetica degli articoli, standosi in questa le voci aretine come purgate della loro impronta plebea. Ma all’incontro ne abondano gli esempj nei passi di scritture aretine che si adducono sotto le singole voci. Avremo intanto nella serie alfabetica: fleto, e larga, fiato (allato a fleto, e stretta, fetore); petteZe Spettale, armatura per difendere il petto; chiabaldena c voce della plebe più bassa’, = chiabaldana, uomo da poco, da nulla; frematere f remitare; mete, prima e larga, voce contadin., madre, e analogamente pete. E nei testi citati, sotto le voci che indico, avremo tra gli altri: artrov?r s. amatupire, batter s. aretina, der s. benedizia, lavcr la bucheta s. bocata, canter a. bregliecare, andere s. bulicame; sfidato s. aramentare, nginocchieto s. benedizia, porteti 8. bigone, serbeto e. borscello, stermeneta s. borscia; chen s. boccheone, pen s. bruodo, denta pass.; bestiele s. amirare, carnovel s. bregliecare, V arporto al caporele s. arporto (rapporto); feve s. bagiane, se cheva s. BefTania; breche s. amirare, lumeche s. arustire, drego s. beschia; chepo s. afatare. Ragion diversa può avere Ve di eria ( # airia?) aria, cfr. eria pur nel montalese (Pistoia, ma solo nel modo avverbiale alVeria; Ne-t rucci, Saggio di vernacoli toscani, Milano 1865, pag. 6. 31), che è un dialetto al quale è estraneo il fenomeno di d in e, poiché andea, andava, che ancora per esso fu addotto, è un esempio illusorio. — Intatto all’incontro, nei riflessi aretini, Va in posizione: altro s. ei; caldo, grande, flambé, tutti s. flamba, quando s. fraschetta, canta 8. bregliecare; panno s. baregno; ecc. Ma: piegge spiaggia, o salita poco rapente, cfr. p. 295.