Pagina:Arabella.djvu/67


IV.


I pensieri della zia Colomba.


La Colomba tornò a casa un po’ più tardi del solito, avendo voluto prima parlare con suo cognato Berretta circa le voci, che correvano su questa benedetta eredità.

Essa temeva che Ferruccio avesse a trovarsi implicato in qualche brutto intrigo e desiderava ancora più di prima che, potendo, cambiasse aria al più presto.

Trovò il Berretta più brutto del solito nel bugigattolo della portineria, tutto occupato a far dei punti in una vecchia livrea di casa Mainona, al lume di un moccoletto di sego, che se rompeva il buio della stanzuccia sfigurava davanti al chiaro della strada. A S. Antonio il giorno si prolunga di un’ora buona: e in certe giornate serene il sole arriva quasi a tempo a veder la minestra in tavola.

— Ho visto Ferruccio — cominciò la Colomba, mettendosi a sedere senza tirar le braccia dai grossi fagotti, che appoggiò sui ginocchi — e mi ha detto che il suo principale gli ha aumentato il mese. È una bella cosa, ma non vorrei che con questi denari il povero figliuolo avesse a comperarsi dei fastidi e molto meno degli aggravi di coscienza. Che razza di