III.


Nell’ammezzato


— Io ti regalerò questo paia di calze, Ferruccio, ma tu devi spiegarmi un mistero, cioè, come ha fatto il signor Lorenzo a sposare la signora Arabella.

Così prese a dire la zia Colomba, una vecchietta forte e vivace, mentre scioglieva i gruppi di un grosso fagotto che teneva sui ginocchi.

Ferruccio arrossì un poco e prima ch’egli avesse tempo di rispondere, la zia Colomba riprese: — Dimmi un po’: non è essa la figliuola di quel povero sor Cesarino, che si è ammazzato per debiti otto o dieci anni fa? Devi ricordartene, perchè fu uno di quei casi che fanno impressione. La sua mamma sposò in seconde nozze un buon uomo di campagna, se non mi sbaglio.

— È così.

— I Pianelli abitavano in Carrobbio, quando io servivo presso i Grissini e mi ricordo bene di quella cara biondina, che aveva due occhi pieni di sentimento. Era una donnina fin d’allora. L’ho ben riconosciuta l’altro dì al funerale della povera signora e ho visto che è diventata una bell’asta di donna, con un faccino roseo e delicato. Come ha fatto a sposare