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prese più forte per le due spalle e, scrollandolo, soggiunse con tono quasi di rimprovero:

— Ciò che importa è che quest’uomo non vada in prigione. Sarà forse più la paura che il male; ma coi lupi non si scherza e il sor Tognino è un lupo. Se è vera la storia di questa carta, se è vero che il tuo padrone ha sporca la coscienza, sai che son gli stracci che vanno all’aria. Cercalo subito, parlagli chiaro: adesso ti dò i denari... O cara Madonna benedetta, anche questa mi era riservato di vedere.

E dopo aver smosse alcune robe per sbarazzare la strada andò in camera. La Nunziadina aveva acceso due lumini innanzi alla Madonna della Salette.

— Piglio il libro della Cassa di risparmio.

— Lo arresteranno?

— Che arrestare? Si fa presto a dir certe cose... Lo faremo arrestar lui quel... quel... quel...

Le parole stentavano a uscir dalla bocca della povera donna, come stenta uscir l’acqua da una bottiglia capovolta. Tornò in cucina, cacciò il libretto nella tasca di Ferruccio, abbottonò la giacca, mise in testa al figliuolo il cappello e accompagnandolo fin sulla scala al buio, seguitò a dirgli:

— Va da lei, di’ che sei nipote della Colomba, che serviva in casa dei Grissini. Avete fatto la prima comunione insieme. Contale la storia delle bottiglie, della carta, delle guardie e falle vedere che non si deve disonorare un povero giovane per un poco di vino. Torna subito. Non dire che tuo padre è qui. Recita un’avemaria alla Madonna e che la tua povera mamma, se può, interceda per te.