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non si tratta del nostro interesse, nè di cattive intenzioni che si abbiano contro di te, povero diavolo. Si tratta puramente e semplicemente d’un diritto di giustizia, sicuro! Si tratta del pane di molta povera gente, che si presume danneggiata non da te — povero diavolo — ma da un uomo, a cui Dio avrebbe tolto per un momento il lume della coscienza. O le voci che corrono son false e tu, il mio buon Pietro, hai il dovere di dimostrare che son false e che quello che hai potuto dire a terze persone è egualmente falso: o le voci son vere, cioè hanno fondamento nel vero, anzi tu sei stato, tuo malgrado, testimonio del vero, e allora, caro figliuolo, pensa al carico di coscienza che stai per assumere. Senza cattiva intenzione tu ti fai complice d’un ladroneccio, ti copri di una responsabilità che io, ne’ tuoi panni, non vorrei per tutto l’oro del mondo portare davanti al tribunale di Dio.

— Ma se io non posso parlare — singhiozzò l’uomo, alzando le due mani sopra la testa e tenendole così aperte nell’aria. — Se ci andasse di mezzo la vita?

— Ah, t’hanno dunque minacciato — entrò a dire don Giosuè — bene, bene, bene!...

E fregandosi le mani, fe’ una giravolta nella stanza.

— Ti hanno minacciato? e dubiti che questo Signore che ti sta sul capo sia meno forte dei prepotenti che ti minacciano? e quando pur sapessi che c’è qualche pericolo a dir la verità, puoi tu comperare la tua sicurezza a prezzo d’un tradimento? e credi che vi possa essere sicurezza nel campo della ingiustizia? e ti par bello dormire sul letto di spine