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libro i. 49

     Infisse l’asta in mezzo al petto, e l’osso1
     Dello sterno gli ruppe. In su l’arene
     1315Ei compiea, traboccando, il suo destino,
     Il destin che a’ mortali non è dato
     Sfuggir giammai: tale un gran vallo intorno
     Tutti asserraglia. Ed ecco or lui che immune
     D’ogni danno da quelli esser credea,
     1320Ecco, il destino in quella notte il colse
     Combattente con loro. Altri pur molti
     Caddero, accorsi a dargli aita. Alcide
     A Telecle diè morte, e a Megabronte;
     Acastro a Sfodri; da Pelèo percossi
     1325Fûr Zeli e il forte Gèfiro; valente
     Vibrator d’asta Telamone uccise
     Basilèo; Clizio al suol prostrò Giacinto;
     Ida, Promèo; di Tindaro i due figli
     Megalòssace han morto, e Flogïone;
     1330Meleagro all’ardilo Itimonéo
     Spense la vita, e ad Artacèo, guerriero
     Pur de’ più prodi. A questi tutti ancora
     Danno quegli isolani onor d’eroi;
     Cessero gli altri alla paura, e in fuga
     1335Via scampâr, come a’ rapidi sparvieri
     S’involano le pavide colombe.
     Alle porte, alle porte in torme corrono
     I fuggitivi, e la città di grida
     Tosto fu piena, e di terror di guerra;
     1340Ma conobbero poi, surta l’aurora,

  1. Var. al v. 1313. L’asta gl’infisse in mezzo al petto, e l’osso
Bellotti. 4