Di quel mar da sè stessi; altri la nave
Dallo scavato porto, in ch’era entrata,
Fuor tradussero all’alto, e quel percorso 1260Tratto da lei, Giasonia via fu detto.
D’altra parte del monte impetuosi
Scesi intanto i Giganti eran del Chito
L’ampia bocca a turar con gran macigni,
Quasi a far caccia di rinchiusa fiera, 1265Abbarrandone il varco. Ma rimaso
Era colà co’ più robusti Alcide,
Che presto sovra lor l’arco scoccando,
Cader li fea l’uno appo l’altro; e quelli
Avventavano a lui pezzi di roccia; 1270E ben par che Giunon, moglie di Giove,
Sì terribili mostri anco nudrisse
Per travaglio d’Alcide. Intanto gli altri
Compagni eroi che discendean dal monte,
Scontrandosi con lor, mentre di quello 1275Ricorrean vêr la cima, a farne strage
Diêrsi di fronte e con dardi e con aste,
Fin che tutti, quantunque battaglianti
Con assiduo furor, gli han morti a terra;
E qual gettan su ’l lido i tagliatori 1280L’alte piante abbattute, a fin che meglio
Ricevan rammollite i duri cogni,
Così quelli a ridosso l’un dell’altro
Giacean nel porto, altri nell’acqua immersi
Le teste e i petti, e su l’arene il resto; 1285Altri sovra la sabbia il capo e il busto,