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Pagina:Apollonio Rodio - Gli Argonauti, Le Monnier, 1873.djvu/202

176 argonautica.

     1320Le si stemprava. Indi lo sguardo in lui
     Alzò, ma la parola, onde il discorso
     Cominciar, non avea: tutto, dir tutto
     Voleagli insieme; e nulla disse; e trasse
     Dall’odorato lin che il sen le fascia,
     1325Il farmaco; e giulivo ei tosto il prese;
     Ed ella anco dal petto avrìa fuor tratta
     Tutta l’anima, e a lui volonterosa
     Data l’avrìa; tal dalla bionda testa
     Dell’Esonide un vago almo splendore
     1330Lampeggiò Amor, che in dolce incanto a lei
     Gli occhi rapì. Sciogliersi dentro il cuore
     Di calor si sentìa, qual su le rose
     La rugiada si scioglie ai mattutini
     Raggi del Sole; ed ambo or gli occhi a terra
     1335Chinavan pudibondi, or le pupille
     S’affissavano in volto, ed amoroso
     Un sorriso scambiavansi disotto
     Ai lieti sopraccigli. Al fin di sforzo
     Queste parole la donzella espresse:
     1340Odi ora il come io ti darò soccorso.
     Quando innanzi venuto al padre mio,
     Ei t’avrà porto a seminar gl’infesti
     Denti del drago, allor tu il punto osserva
     Del mezzo della notte, e di perenne
     1345Fiume ti lava alle correnti, e solo
     Da tutti gli altri, in bruna veste avvolto,
     Scava in tondo una fossa; in quella un’agna
     Svena, e intera a bruciar ponla su ’l rogo