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TERZO. 158

che debbiano imparar altra musica, che quella che la istessa natura insegna loro, percioche la honestà feminile non comporta che venghino in concerto con huomini, et le voci et canti più facilmente possono dissolvere in loro il vigor dell’animo, et per l’istesse ragioni non laudo l’imparar à suonar, non essendo senza pericolo l’apprendere ciò che si sia da huomini. Et finalmente non sono da negare alle figliuole anchora le honeste ricreationi proportionate al sesso loro, ma più di rado, et senza intervento d’huomini, sotto la buona custodia della madre, et con tutta quella cautela che si richiede alla castità, et verecundia feminile.

De i pericoli della adolescenza. Cap. LIII.

Non è piccola impresa l’allevare un’huomo tale, che viva per gloria di Dio, per benefitio commune de gli altri huomini, et salute di se medesimo, non si possono raccorre i frutti cosi suavi senza molta fatica, però è necessario, che la industria del nostro padre di famiglia non si rallenti, ma confidata principalmente nella divina gratia, proceda avanti andando vigorosamente incontro à i pericoli che di mano in mano, et di età in età succedono. Piange santo Agostino amarissimamente i peccati della sua adolescenza, ch’è quella età che succede alla pueritia, cominciando dopo ’l quattordecimo anno, et continuando sino al ventunesimo, ò quivi intorno, et si duole, che i suoi non hebbero cura di sostenerlo, che non precipitasse nella voragine della libidine, procurando solo ch’egli imparasse à ben parlare, et riuscisse valent’huomo ne gli studii dell’eloquenza. Non cosi il nostro padre di famiglia, ma oltra l’haver preveduto di lontano le tempeste di questa età, et applicati molti rimedii, et aiuti si come à i suoi luoghi si è ricordato, non abandonarà nello istesso pericolo il timone della cura del figliuolo anzi vegliarà più che mai. È questa età pericolosissima non altrimenti che ne gli alberi lo sfiorire et legare il frutto, della quale parlando i poeti et savii del mondo hanno detto che gli adolescenti sono vogliosi, et cupidi, et arditi à tentar le cose desiderate, se bene le cupidità loro sono veloci, et spesso contrarie fra loro medesime, et si mutano da un’hora all’altra, surgendo in loro novi desiderii et satiandosi presto de i primi. Onde li assomigliano alla sete cagionata per l’ardore della febre, sono dediti à i piaceri della caccia, et à i cavalli, non tengono cura di danari, poco pensano alle cose utili, et necessarie, non odono volentieri chi gli ammonisce, et riprende, sono facili ad esser ingannati, et come molle cera si piegano al vitio, stanno volentieri in compagnia d’altri della istessa età, et facilmente contraheno amicitia per occasione di piaceri, et