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TERZO. 137

il padre di famiglia, che il maggior nimico, che possa haver il figliuolo è il suo proprio corpo, troppo delicatamente nutrito, et ingrassato, onde poi recalcitra contra l’anima, per il che fa bisogno tal’hora sottrarre le armi à questo nimico domestico, sì come ci eshortano le scritture sante, et tutti gli antichi padri, et Dottori di santa Chiesa, che non è quasi alcuno di loro, che non habbia scritto sermoni et libri in lode del digiuno, et divinamente fra gli altri san Basilio, et la santa Chiesa istessa chiama il digiuno medicina delle anime, et de i corpi, oltre che per i negotii civili et varii stati de gli huomini, è molto necessario il poter sopportare l’inedia, et il digiuno, et non far come alcuni, che giunti à casa non possono pur aspettar un brevissimo spatio di tempo, non tanto però per bisogno di nutrimento, quanto per impatienza, ma come si sia, giova non di raro ne gli anni più maturi, se alcuno da giovanetto si è avvezzo à poter sofferir i disaggi, et in particulare la fame, et la sete.

Del dormire in generale. Cap. XXI.

Il riposo del sonno è necessario alla natura per ristorare il corpo affaticato, et sono i fanciulli per l’humido che abonda in loro, assai dediti al dormire, ma come il necessario non si deve toglier loro, et massime nella fanciullezza, cosi conviene all’incontro haver avvertenza che non trapassino il segno, onde diventino poi huomini dormigliosi il che è grave diffetto, et fa stupidi gl’ingegni, et rende i corpi gravi, et pesanti all’operare, et toglie una parte del giorno utilissima à far molte cose, perciò che come diceva un savio, il levarsi la mattina à buon’hora, è cosa utile per la sanità del corpo, per gli studii di Filosofia, et per la cura famigliare, onde l’Evangelio dice dell’huomo padre di famiglia, che uscì di casa in su l’alba à condurre gli operarii, et Salomone dice: Non amare il sonno, et non dormir troppo, se non vuoi esser oppresso dalla povertà. Hor discendendo al particulare non si può cosi appunto determinare per ciascuno la debita misura del sonno, ma generalmente parlando, pare che il tempo di stare nel letto non dovesse esser meno di sette hore, ne passar le otto; et cosi come il troppo dormire fà gli huomini negligenti, et inetti à gli studii, et alle fatiche, cosi per contrario l’altro estremo del troppo poco, cagiona quasi i medesimi incommodi, et stà l’huomo neghittoso, et come stordito tutto il giorno, et la natura non fà perfettamente la sua concottione, et digestione, et rimane languida, et à poco à poco contrahe qualche indispositione; et spesse volte avviene, che quasi sdegnata di quello che gli è stato tolto nella notte indebitamente, lo richiede, et lo rivuole