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LIBRO

dell’arte, et della prudenza humana. Et ricordisi di quello, che Iddio ci dice per bocca del profeta: Invoca me in die tribulationis, eruam te, et honorificabis me, cioè ricorri a me nel tempo della tribolatione, io ti liberarò, et tu mi honorarai. Guardisi parimente da gli augurii, sogni, et dall’osservanza de i giorni, et de i tempi, fatta non per ragione naturale, ma per sola superstitione, et da altre simili vanità; percioche l’imitatione di queste cose si appicca grandemente a gli animi giovanili, et restano loro cosi impresse, che per tutta la vita le ritengono, in grave pregiuditio dell’anime loro; oltra che spesso queste imaginationi più che puerili rendono l’animo vile, et inetto alle honorate attioni; et finalmente questi tali sono ridicoli appresso a gli huomini d’intelletto. Et perche questi sono vitii proprii delle donnicciuole, però la prudente madre di famiglia usi gran vigilanza, che questa scabbia non s’attacchi alle sue figliuole, massime per il commertio d’alcune pessime et diaboliche vecchie, le quali non è da permettere, che pur entrino nelle case, dove regna il timor di Dio. Mi è parso di estendermi alquanto in questa materia, percioche et per la curiosità, et per l’avaritia, et per varie disordinate passioni de gli huomini, vi si pecca da molti non leggiermente.

Della riverenza verso gli angeli, et santi del paradiso. Cap. XXXIV.

Non si potrebbe a bastanza esprimere l’amor grande che i Santi, i quali gloriosi regnano con Christo in Cielo, portano a noi altri, che peregriniamo in questa valle di lagrime, et per questo horribile deserto pieno d’innumerabili pericoli, et d’insidie de gli inimici nostri, caminiamo alla terra di promissione, et alla celeste Gerusalemme madre nostra, alla quale essendo i santi già pervenuti, et essendo già securi della gloria propria, et dall’altro lato, ardendo tutti di carità nel fuoco del primo, et immenso amore, cioè in Dio medesimo, sono desiderosi grandemente, et per dire cosi ansiosi della nostra salute. Et per tanto intercedono, et pregano di continuo per noi il sommo Rè della gloria, il quale per i meriti, et per le preghiere loro, molte gratie ci concede, si coma la prova istessa in tutti i tempi antichi, et moderni ha dimostrato apertamente, imperò che se bene un solo è il nostro mediatore, che con il proprio sangue ci ha riconciliati all’eterno padre, di cui è scritto. Habbiamo appresso al padre l’advocato, Christo giusto, et egli è il propitiatore, et quello che ci ha meritato, et ci ottiene il perdono de i nostri peccati, molti nondimeno sono gl’intercessori nostri, cioè i Santi del Cielo, vive membra