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6 Delle Croniche di Trento

glialo vinse in campo, rimase superiore, uccisa, e rovinata grandissima copia de l’Esercito nemico, per la qual vittoria montò in tant’alteriggia e prosuntione, che ardì ribellarsi a Bertarito suo re. [Bertharito Re de Longobardi] Era questo Bertarito à quel tempo Re de Longobardi, huomo giusto, pio, & zelantissimo della Catholica fede, hebbe egli un figliolo chiamato Cuniperto di Rhodelinda sua moglie. Obediva à quel tempo il Trentino, & tutti gli luoghi verso l’Italia all’Imperio de Longobardi, havendo steso il lor Regno dall’Istria fino à Reggio Giulio, Città nell’Abruzzo, & confine del lor Impero, superati tutti gli popoli habitanti fra li due Mari di qua dalle Alpi. [Termini del Regno de Longobardi.] E traditione che Autharo con poderoso e forte Esercito si conducesse à Benevento, ove posto freno à quelli che gli facevano resistenza prese à forza la Città di Reggio, vicina à Sicilia entrò, spronato il Cavallo nel Mare, fin dove era alzata una Colona non longi dal litto, percosse quella con la lancia, aggiungendo queste parole, fin qui hò steso il Regno de Longobardi, d’indi in poi (come vien detto) fù chiamata la Colona d’Autharo. Alachio Duca di Trento non volendo essere colto dal tempo, havendo ribellato da Longobardi fortificò il Castello di Trento contra gl’impeti che far potessero gl’inimici. [Bertharito assedia Trento.] Venuta all’orecchie di Bertharito Re de Longobardi, tal ribellione d’Alachio, vene subito con grosso Esercito, & assediò la Città. Alachio vedendo la sua Città assediata, con animo intrepido, non tralignando dalla sua intrepidezza naturale, uscito con gli suoi alla sprovista per liberare la Città, assaliti gli squadroni del Re gli conculcò, & messe l’istesso Re in fuga. [Alachio mette in fuga i Longobardi.] Sentendo con lor grave cordoglio gli Longobardi la rotta datagli dalli Trentini con tanto danno, e vergogna per l’infedeltà del Duca di Trento, riempivano li contorni, ferivano l’aria con rabiose strida, si vintavano di voler abbassare l’orgoglio d’Alachio, giuravano, che haverebbero spianato la Città di Trento, Terra barbara, spelunca d’un huomo temerario, hospitio d’un Tirano, risoluti tutti per decoro del loro Regno andar à simile impresa. Inanimati in simil guisa gli Longobardi, fatto i maggiori preparamenti, adunato più copioso Esercito, si condussero all’inimico. Vide l’astuto Duca di Trento non poter resistere à tal forza, tentò ogni mezzo, & via acciò il negotio non andasse più oltre & gli Longobardi si quietassero. Cominciò à lusingare molti suoi stretti ma passati amici, massime Cuniperto figliuolo del Re, qual sino dalle fascie gli era stato compagno di camera. Fece tanto finalmente, che di nuovo ricuperò la gratia del Re. Temendo il