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Libro Undecimo. 301

ni à caso, o per Divina dispositione non havessero commandata la raccolta.

Fù dal Castello sbarrata per atterrire quella vil turba una Artigliaria, dubbitarono gli Capitani di qualche tumultuosa novità nella Città, ò che la plebe havesse sentito male l’essito infelice de Rurali, e che fusse uscita per dar alla schena de Clesiani, & coglierli in mezo, ò che dall’altra parte, ove il rimanente de Montanari, stringevano la Città, col favore da ribelli Cittadini fossero entrati nella Città, ò finalmente fosse occorso qualche altro strano accidente, giudicarono con tal segno d’essere richiamati in Castello.

Ritornarono dunque, menando seco gli prigioni, quali commandò il Vescovo fossero benignamente custoditi, fuori che Filippo taglia pietra, qual senza esser constretto, s’obligò con giuramento, & pena di perder ambi gli occhi, quando in spatio di trè giorni non havesse spianato il Castello.

Questo temerario solo stando in piedi in Castello, fù condotto al supplicio, è con la perdita d’ambi li lumi, posti in scomessa pagò il fio del perfido suo giuramento. Nella medema strage, ed infelicità sopravener alla sbatuta moltitudine avisi, che per ordine del Vescovo (qual essi credevano, & n’havevano sparsa fama da principio per spavento, abbandonata la Città, essersi ritirato à Riva, poi temerariamente, tratto dal destino, ritornato alla Città) s’eran preocupati in tutti gli confini d’Italia gli passi, per quali speranzati attendevano grossi aiuti.

Che quelli da Riva spontaneamente, adunato grosso numero di gente valorosa d’accordo venivano per assalirgli, e dargli alla schena, e di già le squadre s’avicinavano alla Città, che la ritornata del Prencipe alla Città haveva datto corragio alli Cittadini, che tutti unitamente havevan conchiuso d’uscir con l’armi in mano à danni de Contadini, bramosi frà le ferite prodigere le proprie vite in difesa della Republica, che essi eran da tutte le parti circondati, è maggior pericolo gli soprastava dal nuovo Esercito, che dalla stessa Città.

Queste cose, ancorche fossero divolgate senza sapersi l’auttore, le temevano ad ogni modo vere, il spavento gli rappresentava ancor maggiori cose di quante si dicevano, fantasticavano sempre successi più accerbi, eran dalla paura constretti gli loro animi far sempre più infauste considerationi, & pensar (come meritavano) infiniti danni, si tenevano certi dover incontrare quanto andava-