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Libro Undecimo. 271

modo che con torto volto colmi di sdegno e infocati nel parlare, davano ad intendere, che gli lor lamenti erano contra l’iniquità, e tirania de Gentil’huomini, Dottori, Nodari, & gli altri Cittadini come publici, notorij, e crudelli Esatori de poveri Contadini. [Ragionamento del Prencipe a i Contadini.] Sentì il buon Vescovo con grande suo cordoglio si impertinenti, & arroganti raggionamenti. Giudicò però il sapientissimo Prencipe in tante procellose commotioni, che gli animi della moltitudine maggiormente si sarebbon esacerbati per il castigo di pochi, perilche gli licentiò senza verun castigo con una sola, ma ben aspra e grave riprensione. Ancorche fosse grandemente conturbato dal sdegno di queste maledette commotioni, e poca riverenza di quelli arroganti sollevatori, portava ad ogni modo coteste cose averse per la varia fortuna di quei tempi con tanta costanza d’animo, che non si mutò punto dalla sua gravità.

Sdegnati più che mai gli Contadini, andavano sempre publicamente machinando cose nuove. Imperoche frà l’altre cause, che commossero quelli di Germania, questa principalmente, si dice, che spinse gli Contadini Trentini all’arme.

[Cagione del solevamento dei Vlilani sul Trentino.] Volevano, che levati dalli governi gli Vescovi, & altri, che con lungo dominio havevano posseduti Castelli, Terre, Rocche, e Ville, sturbati, e degradati gli Nobili dalla loro dignità, fosse il governo ridotto ad un stato popolare, & quelli, che erano per l’antica, e chiara lor stirpe, ò dalle virtù nobilitati, ò nell’uno, e nell’altro eggregij, fossero ridotti ad un stato privato, e ugualiati alli Villani.

In questo imitarono quelli della Germania, e dotti dal loro esempio, stimavano cosa licita mischiare ogni cosa assieme, le cose Divine, ed humane, confondere l’auttorità spirituale, e temporale. Ma à noi consta havere gli huomini rusticani cominciato à tumultuare nel Territorio Trentino, perche poco avanti contra l’antiche ordinationi, è statuti, scancellato il primo decreto, era stato con gravi pene prohibito, che dal Trentino non si potesse condure Vini nella Germania Superiore. Gli popoli di Bolzano, Marano, Termeno, San Michele, & d’altre Ville, situate alla ripa dell’Adice, tutti in questo interesse gagliardamente in quel tempo erano à Trentini contrarij.

Repugnavano, e contendevano ostinatamente questo essere à loro soli per raggione, & antica consuetudine concesso. Nel qual negotio il Prencipe Clesio favorì non poco gli suoi. Impiegò talmente in quelle contese il suo favore, che ben se gli dichiarò tutto