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DELLE CRONICHE

DI TRENTO,

DI GIANO PIRRO PINCIO

LIBRO NONO.

Dedicate all’Illustrissimo Signor Aliprando Clesio.


ESsendo adonque il Clesio zelantissimo del culto Divino, impiegosi al possibile, & usò ogni [Cura de le cose sacre.] diligenza nel apprendere la disciplina delle cose Sacre. E con tanto affetto, & vehemenza d’animo si diede all’osservanza della Religion Christiana che giorno, & note sempre maneggiava, & rivolgeva gli Scrittori Ecclesiastici, ne quali manifestamente si contenevano documenti di Santa dottrina, divinamente spiegati con la scientia d’huomini Santi, & approvati con l’autorità de molti Pontefici: per cavarne d’indi sante instrutioni, & apparare con quali ceremonie, & Orationi si dovesse alcuna cosa lodare, & raccomandare; con qual efficacia, & desiderio di mandare, con qual allegrezza, & rendimenti di gratia sodisfare, & come espurgare le colpe. Avanti incominciasse à trattare le cose Sacre, conforme il rito Romano, acciò d’ingnoranza non restasse oltraggiato, & violato un tanto Sacrificio, che con tanta purità, & debite ceremonie deve essere fatto, & da se non slontanasse la volontà dell’Eterno Dio, concitato per tali mancamenti à sdegno; qual già haveva proposto publicamente, & conforme il Christiano costume adorare, & riverire. S’elesse per suo ammaestramento Sacerdoti di vita illibata, & impuntabile, instrutti, & periti nelle arcane cerimonie del grande Iddio. Ma giudicando coteste Divine Cerimonie essere per riuscire alli huomini