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Libro Settimo. 147

conducendosi all’altra rippa, acciò cosi tenessero l’inimico più lontano, & havessero più agio d’estendersi, & rovinare d’ogni parte il Trentino. Tanto gli erano, di giorno in giorno, successe le cose, conforme il lor desiderio, che già stavano sicuri, & certi non sarebbon passati trè giorni, che spaventati li Trentini, sarebbono venuti genuflessi, e con le chiavi in mani à soggetarsi al loro Impero. Per questo andavano più rimessi, transcurando ogni fatica. [Duello.] Mentre cosi sicuri, & certi della vittoria si tenevano gli Veneti, fù sfidato à duello Antonio Maria Sanseverino, figliuolo del sudetto Roberto, da Giovanni Conte Sunnemburgh Alemano, huomo di singolar fortezza; comminciata quella singolar battaglia fù à vista d’ambi gli Eserciti batuto à terra l’Alemano, qual mentre il Veneto l’opprimeva, agitava con le ginocchia, & cercava in quella parte ferirlo dove si congiunge la corrazza con l’elmo, nella gola, l’Alemano dall’altra parte, nel modo, che si ritrovava resupino contendendo, sforzandosi, e valorosamente combatendo tanto fece, che ferì l’Italiano, che gli era sopra col stillo, sotto la corazza nelle reni, ove la ferita è mortale, restando in cotesta guisa vinto, & in potere dell’Alemano quello, ch’era creduto vincitore.

In questo mentre gli Trentini che havevano benissimo spiati gli pensieri, & consigli de Veneti, tutti, conforme l’ordine stabilito, repentinamente escirono da Monti; d’ogni parte alzano le grida, strepitano, battono gli Tamburi, e romoreggiando all’improviso pareva, che ivi il martial impeto, & furore, si fosse accampato. Sembrava che le caverne vomitassero d’ogni parte huomini armati, non in altro modo, che dal ventre de Cavallo Troiano uscirono gli soldati Greci. Lampeggiano gli scudi, folgoreggiano li elmi, insieme (il che rendeva maggior spavento) con gl’increspati penacchi.

Gli Veneti subito, che videro gli Monti chiusi, & essi circondati da soldati, & che gli nemici con spaventevoli gridi gli erano adosso, fosse per buona sorte della Città, ò loro disgratia, intimoriti tutti, nel primo assalto; si sparsero, scompigliare in questa guisa le squadre, si misero in disordine, e ciascuno cercando salvarsi con la fuga.

[Venetiani scacciati.] Gli Trentini dall’altro canto, insieme con la fanteria Alemana, intracciavano la coda de fugiti, fieramente perseguitandoli, gli cacciavano frà sassi, con saete, & dardi crudelmente gli ammazzavano, si che gran tempo consumarono nelle uccisioni.