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Chiesa di S. Vigilio1. E ai 24 d’aprile dello stess’anno, un Ottolino da Feltre rinunciava a favore del nostro vescovo un feudo, che gli rendeva annualmente una marca d’argento2.

Ai 4 di giugno 1218, il vescovo Federico obbligò Aldrighetto ed Azzone di Castelbarco a giurare sugli evangelii di essere in avvenire fedeli non solo a lui, ma anche ai legittimi suoi successori, nell’occasione, che Briano, loro padre, li emancipava, alla sua presenza, dalla paterna potestà3. Nello stesso mese, per punire la fellonia commessa da Gabriele e Bonaccorso di Storo nella persona di Ottonello, pure di Storo, diede ordine a Jacopo di Borzaga, suo gastaldo in Riva, di pigliare possesso, a suo nome, d’una parte della torre e del castello di Lodrone4.

Nè qui dobbiamo ommettere, che il nostro vescovo, pontificando, usò il razionale; come lo prova il libro liturgico che si conserva nella sacristia della cattedrale, involto tutto in argento, in cui si vede rilevata l’effigie di Federico col pallio indosso, e al di dentro leggesi in gotico la formola solita recitarsi dal prelato che se ne veste, con la confessione, dalla quale risulta che il detto libro era ad uso dei vescovi di Trento5. Siamo pur certi che il vescovo Federico continuò il

  1. Codice Wanghiano, pag. 319.
  2. Cod. Wang., pag. 321.
  3. Bonelli, Notizie istor. crit. Τ. II, pag. 548.
  4. Miscellanea Alberti, Τ. VI, fol. 176.
  5. Gentilotti, in notis ad Italiam Sacram Ferd. Ughelli.