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illegalmente venduti1. Ai 12 di luglio dell’anno medesimo, Adelpreto, figlio di Ulrico di Arco, giurata fedeltà al vescovo Federico, veniva da lui investito del suo feudo diretto2; e ai 16 d’agosto, Corrado, sacerdote di Terzolasio, nella valle di Sole, unitamente a sua moglie Ermengarda, rassegna tutti i suoi beni mobili e immobili nelle mani del Vescovo, che ne lo investe, liberandolo da ogni gabella e da ogni altra giurisdizione, fuor quella del vescovo o del vicedomino, per se e pei suoi eredi; ma per le figlie Ermengarda e Inghenesa, col patto espresso che non si maritino fuori del Principato3.

Ai 4 di gennajo 1214, Federico intimava a Pecorario di Roccabruna e a suo nipote Enrico, e ai fratelli Gabriele e Marsilio di Fornace, di dichiarare i diritti loro spettanti sul castello di Roccabruna. Ciò fatto, e promesso di tener quella rocca sempre aperta ai voleri del vescovo, sotto pena di cento marche d’argento, questi ne rinnova loro la investitura4. Nello stess’anno, Federico investiva i conti Odorico e Gabriele di Flavone dell’avvocazia del monastero di Sonnenburgo, loro dovuta in virtù della fondazione di esso fatta dai loro progenitori5.

Li 7 del mese di gennajo 1214, Federico, disponendosi al viaggio verso la corte imperiale, onde pro-

  1. Miscellanea Alberti. Τ. VI, fol. 158.
  2. Codice Wanghiano, pag. 267.
  3. Cod. Wangh., pag. 269.
  4. Cod. Wangh., pag. 272.
  5. Miscellanea Alberti, Τ. VI, fol. 189.