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all’interno e all’esterno con aggiunte ed abbellimenti marmorei, maestrevolmente scolpiti; rinnovò il palazzo vescovile vicino al duomo, che fu poi convertito in residenza del podestà, e restaurò l’altare e la cappella contigua di S. Biagio1.

Ai 14 di novembre 1212, Guitoldo di Trento e suo nipote Milone vendettero al nostro vescovo per 2250 lire veronesi la metà del castello di Gardolo2.

Nel 1213, il vescovo Federico di Wanga, in virtù de’ suoi meriti, fu dall’imperatore Federico II eletto Legato della corte imperiale e suo Vicario in Italia; la quale carica molto conspicua esercitò con approvazione universale, durante i pochi anni di vita che gli rimasero3.

Già nel 1208, il vescovo Federico avea pubblicali certi regolamenti ο statuti intorno allo scavo delle miniere nei monti prossimi a Trento, che sono i più antichi che si conoscano nell’Europa4, In quest’anno 1213 aggiunse altri ordini per le miniere del monte Vaccino, colla congrua distribuzione dei lavorieri e dei siti a tutti coloro che in esse avevano qualche interesse o ragione5. Di quest’anno ritrovansi pure due laudamenti o decisioni; la prima delle quali riguarda la cultura dei masi e loro coloni, l’altra i feudi

  1. Innoc. a Prato, MS. Ughelli, Italia Sacra.
  2. Cod. Wangh., pag. 260.
  3. Codice Wanghiano, pag. 263; e Bonelli, Not. ist. crit., Τ. II, pag. 534.
  4. Cod. Wangh., pag. 441.
  5. Cod. Wangh., pag. 449.