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nè più gli fu possibile riacquistare il deposto officio. I canonici e i magistrati della città di Trento, entrati per tale rinuncia nell’amministrazione temporale e spirituale del Principato, e vogliosi di nuovo governo, di conserva con Adalberto conte del Tirolo e avvocato della Chiesa, cui crearono podestà, si opposero risolutamente ad ogni tentativo di Corrado di riacquistare il ceduto dominio. Così trascorsero quasi due anni, allorchè giunto il breve di papa Innocenzo, col quale imponeva a Corrado di desistere dalle sue pretese1 e al Capitolo di Trento di eleggersi un nuovo pastore, cadde la scelta di esso sopra Federico di Wanga, li 9 Agosto 1207, in presenza di due delegati pontificii che a nome della Santa Sede lo confermarono2. Ricevette poscia la investitura del temporale dominio personalmente da Filippo re dei Romani, che trovavasi in Norimberga, li 4 novembre dell’anno medesimo, e nel giorno 18 di quel mese pigliò possesso del principato; essendo la sua consacrazione seguita un anno più tardi.

Una delle prime sue cure fu quella di mettere fine alle controversie, che da alcun tempo vertivano tra i vescovi di Trento e i conti del Tirolo, aventi giurisdizione promiscua in Bolzano. Il vescovo Federico convenne con Adalberto conte del Tirolo di riunire la reciproca giurisdizione nel gastaldo episcopale residente in Formiano, il quale sarebbe anche giudice del conte

  1. P. de Rubeis. Epistolæ Innocentii III. Lib. III, Epist. 72.
  2. Archivio vescovile.