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nel 1425; colla riserva dei consueti salarii dovuti alla sua Camera nelle due rate di S. Michele e di S. Giorgio1.

Essendo morto li 23 febbrajo di quest’anno il pontefice Eugenio IV, il vescovo Giorgio e il suo Capitolo, seguendo le deliberazioni del re dei Romani e d’altri principi e prelati, riconobbero il papa Nicolò V, eletto li 16 marzo, siccome vero ed unico vicario di Cristo2. Data così la pace alla Chiesa universale, in questo medesimo anno fu conchiuso il celebre Concordato tra la Sede Apostolica e la Nazione Germanica, per cura di papa Nicolò V e di Federico III imperatore3. Li 2 novembre dello stess’anno, il nostro prelato confermava alla villa di Mezzolombardo il privilegio ad essa concesso dal vescovo Alessandro nel 1426; ed egualmente alla valle di Fiemme le franchigie ottenute dai vescovi predecessori; e ad Antonio di Castelbarco, ultimo della linea di Lizzana, l’investitura dei feudi che riconosceva dalla Chiesa di Trento4.

Nel 1448 i commissarii del duca Sigismondo e del vescovo Giorgio proferirono la loro sentenza nella questione lungamente agitata tra i Perginesi e i Levicani circa i confini del monte Canzana5. Nello stesso anno, il vescovo nostro spediva l’approvazione del pri-

  1. Miscellanea Alberti, T. III, fol. 170-171.
  2. Miscell. Alberti, Τ. V, fol. 77.
  3. Miscell. Alberti, Τ. I, fol. 179.
  4. Bonelli, Notiz. istor. crit., T. III, pag. 254. Monum. Eccl. Trid., pag. 139.
  5. Miscellanea Alberti, Τ. V, fol. 7.