Pagina:Annali del principato ecclesiastico di Trento dal 1022 al 1540.djvu/272


— 255 —



Nel 1370, il vescovo Alberto spedì al Conte del Tirolo la rinnovazione della investitura dei feudi che dalla Chiesa di Trento riconosceva. Il Conte in tale occasione trascurò per la prima volta il giuramento di fedeltà, solito per l’addietro prestarsi al vescovo infeudante, e vi sostituì la mera promessa in verbo principis; alterazione ch’ebbe pur troppo le sue funeste sequele1.

Nel 1371, il vescovo nostro Alberto dei Conti di Ortenburg stabiliva solenne tregua tra i signori ο dinasti principali delle valli di Non e di Sole, che, divisi in due grossi partiti, guerreggiavano tra di loro accanitamente. L’un partito era rappresentato da varii membri della illustre casa di Tono, e l’altro da quelli della rinomata famiglia di Sant’Ippolito, i cui feudi possiedonsi oggidì dall’antica famiglia dei Firmian2.

Nel 1372, il vescovo Alberto concesse in feudo ad Antonio, figlio di Nicolò d’Arco, le decime di Pelugo, di Vigo, di Auriglio, di Tauriglio, di Pinzolo, di Vidaiono e di Giustino, rifiutate in sue mani da Giovanni notaro di Comaio, pieve di Lomaso3. In esso anno, il vescovo nostro si affrancò da un debito di fiorini 330 contratto con Agnese contessa di Kirchperg, per sodisfare il duca d’Austria e conte del Tirolo delle contribuzioni alle quali si era obbligato4.

  1. Miscellanea Alberti, Τ. I, fol. 107.
  2. Bonelli, Τ. III, Ρ. I, pag. 223.
  3. Miscellanea Alberti, Τ. VI, fol. 239.
  4. Miscell. Alberti, T. VII, fol. 139.