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Nel 1332 fioriva Fra Bonino da Bergamo, monaco domenicano di S. Lorenzo presso la città di Trento, vicario generale nello spirituale e nel temporale, e procuratore di Fra Matteo, cardinale dei SS. Giovanni e Paolo, circa tutti i negozii della detta Abbazia di S. Lorenzo, concessa ad esso in commenda dalla Sede Apostolica1.

Nel 1333, per commissione del nostro vescovo, impedito da altre cure del suo ministero, Salatino vescovo di Cadarona, consacrò la chiesa di S. Caterina, che prima chiamavasi di S. Adelpreto, nella campagna di Arco2.

Nel 1335, il nobile Guglielmo di Nano, successore di tutti i feudi di Roberto di Enno, già dimorante nella villa di Calavino di Madruzzo, per sè e pei suoi consanguinei Riprando e Oloradino di Nano e Riprando di Enno, investiva a titolo di feudo un Nicolò di Termone, di varie decime e poderi nelle pertinenze di quella villa3.

Nel 1336, il nostro vescovo Enrico celebrava nella chiesa cattedrale di Trento un Sinodo di tutta la diocesi; le cui costituzioni, molto prudenti e salutari a quel tempo, son contenute in capitoli trentuno4. Che in quest’anno il vescovo nostro possedesse la terra di Riva, si deduce da un documento di nomina del podestà di essa, che egli fece nella persona di messer

  1. Hippoliti, op. cit.
  2. Bonelli, Τ. II, pag. 660.
  3. Hippoliti, op. cit.
  4. Bonelli, T. II, pag. 175-698.