Pagina:Annali del principato ecclesiastico di Trento dal 1022 al 1540.djvu/156


— 139 —

quali accorda il diritto di esigere dai Lombardi e Bresciani la muta ossia dazio di tutte le merci condotte a Trento si per acqua che per terra, eccettuandone i soli Sarmigiani, Insulani e Feltrini1. Nel luglio di quest’anno medesimo, il vescovo Egnone concesse, per mille lire veronesi, la investitura del feudo di Ried ai fratelli Diemaro, Ramberto ed Enrico di Boimont2.

Nel 1261, Ugo cardinale e sommo penitenziere di Urbano IV, mosso dall’indigenza dei Frati Domenicani di Trento, loro concede di ricavare cento marche d’argento dalle condanne per usura, rapine e male acquisto, nel caso però che siano ignoti i danneggiati; giacchè altrimenti sarebbe a questi unicamente dovuta la restituzione3. Nell’agosto dello stesso anno, il vescovo nostro investiva, a titolo di feudo, Peramusio, figlio di Boninsegna di Livo, e i suoi fratelli, del dosso situato nella pieve di Livo, nel luogo detto Mastozzolo, alle falde bagnato dal torrente Noce, ad effetto di fabbricarvi o casa o castello, come più gli piacesse4. Nello stesso mese, Leonardo, figlio di Azzone di Castelbarco, per convenzione anticipata, diede in potere di Sinibaldo di Castelnuovo e di Cristiano di Pomarolo la rocca di Castellano, con tutte le cose ad essa appartenenti, affinchè lo ricevessero a nome di Pellegrino di Beseno; al quale, tostochè fosse venuto, dovesse es-

  1. Miscellanea Alberti, Τ. VI, fol. 158.
  2. Codice Wanghiano, pag. 389.
  3. Miscellanea Alberti, Τ. VI, fol. 34.
  4. Miscell. Alberti, Τ. VI, fol. 193.