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tro atto di giurisdizione registrasi all’anno 1240, esercitato dal podestà Sodegerio, congiuntamente ad Adelpreto conte del Tirolo, i quali colla loro autorità confermarono nella persona di Lancio de Platte l’investitura di un maso sopra Ritten1.

Questo stesso anno 1240 fu fatale al Principato di Trento, avendo in esso avuta la infausta sua origine le massima parte dei guai e delle violenze, che nei tempi consecutivi gli convenne soffrire per opera del conte del Tirolo, suo vassallo. Questi, che per lo passato, come gli correva l’obbligo, serviva il vescovo suo signore cogli altri feudatarii della Chiesa di Trento, accompagnandolo in guerra ed in pace, e prestandogli consiglio tra i Pari della sua Curia, qualora si promulgasse qualche laudo o sentenza, d’allora in poi gli negava ubbidienza, anzi pretendeva di essergli superiore, benchè con nuovi feudi rettamente o ingiustamente acquistati si moltiplicassero le giurate sue obbligazioni. Causa lagrimevole di sì impensata catastrofe fu l’investitura feudale dell’avvocazia della Chiesa di Trento, accordata, oltre molti altri dominii e giurisdizioni, dal vescovo nostro ad Adelpreto conte del Tirolo e a’ suoi successori maschi in perpetuo2. Il vescovo si lasciò indurre ad un atto cotanto pregiudicevole nella fiducia di provvedere il suo Principato di un forte sostegno; non avvedendosi che con tale atto impoveriva se stesso e porgeva all’ambizioso beneficato più comoda occasione di

  1. Miscellanea Alberti, Τ. VI, fol. 197.
  2. Archivio vescovile.