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123 ANNALI D'ITALIA, ANNO XXXIX. 124

gran contento allo spargimento del loro sangue. Talvolta ancora, mancando i gladiatori, facea ghermire taluno della plebe; e colla lingua tagliata, affinchè non potesse gridare, il forzava a combattere con le fiere. Così di giorno in giorno andava egli crescendo nella crudeltà, sfoggiando nelle pazzie, e gettando smoderata copia di danaro in vari spettacoli e in demolir case per nuovi anfiteatri. In quest’anno1, per quanto si crede, la mano di Dio cominciò a farsi sentire in Levante contra de’ Giudei, fieri persecutori del già nato Cristianesimo. Ebbero principio in Egitto le turbolenze mosse contra di tal nazione, che in più centinaia di migliaia abitava in quella ricchissima provincia, con essersi sollevato il popolo di Alessandria contra d’essi in occasione che il re Agrippa arrivò a quella città. Gran copia di loro fu maltrattata, tormentata, uccisa; saccheggiate le lor case, spogliati i magazzini, e ridotto quel gran popolo ad un’estrema miseria. La storia distesamente si legge ne’ libri di Filone contra Flacco, negli Annali del Baronio all’anno 40, in quei dell’Usserio e d’altri. L’istituto mio non soffre ch’io ne dica di più.


Anno di Cristo XXXIX. Indizione XII.
Pietro Apostolo papa 11
Cajo Caligola imperadore 3.


Consoli


Cajo Cesare Caligola Augusto per la seconda volta, Lucio Apronio Cesiano


Solamente per tutto il gennaio tenne Caligola il consolato2, e nelle calende di febbraio, per attestato di Dione3, rinunziò la dignità a Marco Sanquinio Massimo, che era stato console un’altra volta. Continuò Apronio Cesiano nell’uffizio sino alla fine di giugno, per testimonianza [p. 124]del medesimo storico, e nelle susseguenti calende dicono che gli fu sostituito Gneo Domizio Corbulone. Così il padre Stampa4 ed altri, negando la sostituzione d’altri consoli. Ma Dione scrive, che incolpati da Caio i consoli, per non aver intimate le ferie pel suo giorno natalizio, e per aver solennizzata la vittoria d’Augusto contra di Marco Antonio, furono in quello stesso dì, cioè del suo natale, degradati, con rompere i loro fasci: ignominia tale, che l’un di essi consoli si uccise di poi da sè stesso. Aggiugne che allora succedette nel consolato Domizio Africano. Secondo Svetonio5 Cajo Caligola nacque nel dì 31 d’agosto; e però in quel dì succedette la mutazion de’ consoli, e Domizio Africano eletto console da Caligola, tenne il consolato sino al fine dell’anno. Domitium Afrum Collegam Cajus ipse sibi re, verbo Populus elegit. Certo è, essere stati due personaggi diversi Domizio Corbulone e Domizio Africano, come si ricava da Tacito6 che li nomina amendue. Dione anch’egli parla di essi sotto l’anno presente, con dire che Domizio Corbulone si guadagnò il consolato con far dei processi, e poscia aggiugne che anche Domizio Africano fu creato console. Quel solo che resta scuro, si è, qual dei due consoli deposti si troncasse il filo della vita; perciocchè tanto Sanquinio Massimo, quanto Corbulone sembra che vivessero alcuni anni ancora, se pur di amendue parla Tacito negli Annali7. Cajo nell’anno presente levò di nuovo al popolo il diritto dei Comizii, perchè ne seguiva dell’imbroglio, e lo restituì al senato. Era per altre cagioni in collera contro d’esso popolo, perchè sapea d’esserne odiato; vedea che scarso era il loro concorso agli spettacoli; e più volte intese che aveano levato rumore contro

  1. Philo., in Flacc. Joseph., in Antiq. Judaic. Eusebius, et alii.
  2. Sueton., in Cajo, cap. 17.
  3. Dio., lib. 59.
  4. Stampa Continuat. Fastor. Sigonius et alii.
  5. Sueton., in Cajo, c. 8.
  6. Tacitus, Annal., lib. 3, cap. 33, et lib. 4, c. 52.
  7. Tacitus, Annal., lib. II, cap. 18.