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Pagina:Annali d'Italia, Vol. 1.djvu/622


piena balìa per valersi del tesoro imperiale in opere di pietà. Appresso aggiugne, che essendo ella mancata di vita in età di circa ottant’anni, Costantino fece portare il suo corpo nella città regale, cioè a Roma, come comunemente vien creduto, e deporlo in un magnifico sepolcro. Altri visibili segni diede Costantino dell’amor suo verso la madre. Imperciocchè sotto quest’anno nota san Girolamo3277, ch’egli varie fabbriche alzò in onore di san Luciano martire, seppellito nel borgo di Drepano nella Bitinia, con farne una città, a cui diede il nome della madre, forse tuttavia vivente, chiamandola Elenopoli. Ne parla ancora la Cronica Alessandrina3278. Filostorgio3279 attribuisce alla stessa Elena la fabbrica di quella città e l’insigne tempio edificato in onore del suddetto martire. Abbiamo anche da Sozomeno3280 che una città di Palestina prese il nome di Elenopoli da questa santa imperadrice. Veggonsi iscrizioni, trovansi medaglie che confermano il gran credito ch’ella meritamente godè, tanto in vita che dopo morte, per le sue luminose virtù.




Anno di Cristo CCCXXVIII. Indizione I.
SILVESTRO papa 15.
COSTANTINO imperadore 22.

Consoli

JANUARIO e GIUSTO.

S’incontra il primo console appellato anche Januarino. Seguitò nell’anno presente ad esercitar la prefettura di Roma Anicio Giuliano. Le poche leggi3281 che abbiamo appartenenti a quest’anno ci fan vedere Costantino in Nicomedia, capitale della Bitinia, e poi in Oiscos, o Escos, luogo della Dacia, o piuttosto della Mesia inferiore, oggidì Bulgaria. Qui la Cronica Alessandrina ci fa sapere che Costantino passò più volte di là dal Danubio, e che sopra quel fiume fece fabbricar un ponte di pietra. Anche l’uno e l’altro Vittore3282 attestano la fabbrica di questo ponte, nè si sa vedere perchè il Tillemont3283 la chiami affatto inverisimile. Noi sappiamo che Costantino, più di quel che si possa credere, fu avidissimo della lode e della gloria. Ben probabile è ch’egli non volesse essere da meno di Traiano, da cui fu fabbricato un simil ponte su quel fiume regale. Abbiamo anche medaglie3284, dove si mira quel ponte col motto SALVS REIPVBLICAE DANVBIVS. Questi movimenti di Costantino hanno poi fatto pensare a qualche erudito3285 che in quest’anno egli avesse guerra coi Goti e Taifali, popoli abitanti di là dal Danubio in faccia alla Mesia. E però il Mezzabarba3286 rapporta monete battute, a suo credere, nel presente anno col motto VICTORIA GOTHICA. Ma forse tali medaglie son da riferire nell’anno 322. Per altro ve n’ha di quelle, dove egli comparisce circa questi tempi imperadore per la vigesima seconda volta, e queste dovrebbono assicurarci di qualche vittoria da lui riportata verisimilmente contra de’ Barbari transdanubiani. In questi tempi appunto gli autori della storia ecclesiastica3287 muovono gravi querele contro la memoria di Costantino, perchè egli richiamò dall’esilio l’eresiarca Ario, e poi Eusebio, Mari e Teognide, vescovi protettori del medesimo: dal che vennero poi non poche turbolenze alla Chiesa di Dio, e cominciò la persecuzione contra di sant’Atanasio. Certo è da stupire come un sì saggio Augusto, dianzi veneratore dei decreti del celebre concilio niceno, e che avea banditi i vescovi suddetti,