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a perdere la testa, compiante da ognuno, e massimamente Valeria, per essersi tirati addosso que’ disastri col voler conservare la castità in mezzo agli assalti dell’iniquo Massimino. Ma Iddio, sdegnato contro la stirpe di quegli Augusti che tanta guerra aveano fatto ai suoi servi, non essi solamente, ma anche tutta la lor famiglia volle sradicata dal mondo. Fu in oltre l’estinto Massimino dichiarato tiranno e pubblico nemico dei due Augusti Costantino e Licinio, spezzate le sue statue, cancellate le iscrizioni, ed abbattuta ogni memoria alzata in onore di lui e de’ suoi figliuoli. Nè si dee tacere che, non so se prima o dopo la rotta data nel penultimo dì d’aprile da Licinio a Massimino, un Valerio Valente si fece proclamar Augusto in Oriente3087. Massimino il prese; ma non avendo egli voluto allora ucciderlo, Licinio di poi, divenuto padrone dell’Oriente, gli diede il meritato gastigo con torgli la vita. Il padre Pagi3088 ne parla a lungo sotto quest’anno; ma contuttociò resta non poca oscurità intorno ai fatti di costui.




Anno di Cristo CCCXIV. Indizione II.
SILVESTRO papa 1.
COSTANTINO imperadore 8.
LICINIO imperadore 8.

Consoli

CAIO CEIONIO RUFIO VOLUSIANO per la seconda volta ed ANNIANO.

Truovasi prefetto di Roma in questo anno Rufio Volusiano. Ciò non ostante, vien creduto ch’egli esercitasse nel medesimo tempo il consolato, giacchè la prefettura era stata a lui appoggiata nel settembre dell’anno precedente. Sul principio di questo terminò i suoi giorni Melchiade papa3089, e succedette a lui nella sedia di san Pietro Silvestro, che noi vedremo uno de’ più gloriosi pontefici della Chiesa di Dio, e felice anche in terra, perchè vivuto a’ tempi del primo degl’imperadori cristiani, cioè di Costantino. Certamente non tardò questo insigne Augusto a farsi conoscere dopo la rotta di Massenzio quale egli era, cioè attaccato alla religione de’ cristiani, e per questo si stima ch’egli, trionfalmente entrato in Roma, non passasse al Campidoglio, ricusando di portarsi a venerar il Giove sordo de’ Romani3090. Fece in oltre alzare una statua in Roma a sè stesso, che teneva la croce in mano, per segno che da quella egli riconosceva la riportata vittoria. La prudenza sua non gli permise per allora di far altra maggior risoluzione, perchè egli desiderava che i popoli spontaneamente, e non già per forza, si arrendessero al lume del Vangelo, oltre al temer di sedizioni, ove egli avesse tentato di levar la libertà della religione in un subito ad immensa gente che tuttavia professava il paganesimo. Truovasi in alcune iscrizioni, fra gli altri titoli d’autorità e d’onore conferiti a Costantino, quello di pontefice massimo; ma, siccome osservò il padre Pagi3091, non fu cotal titolo da lui preso, ma solamente a lui dato dai pagani, secondo l’antico lor uso. Per altro pubblicamente egli si studiava di far conoscere ai Romani il Dio, a cui si doveano gl’incensi3092; un gran rispetto professava ai vescovi ed altri ministri dell’Altissimo; ne teneva alcuni ancora in sua corte, li voleva alla sua mensa, e compagni anche nei viaggi, credendo che la loro presenza tirasse sopra di lui i favori e le benedizioni del cielo. Era già insorto nell’Africa lo scisma de’ Donatisti con una deplorabil division di quelle chiese. L’Augusto Costantino, benchè novizzo nella religion di Cristo, in vece di scandalezzarsi di una tal discordia troppo contraria agli insegnamenti del