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Pagina:Annali d'Italia, Vol. 1.djvu/576


Fausta sua moglie. Qui nondimeno non finirono le scene di quest’uomo perfidioso, siccome vedremo. Liberato dal suddetto pericolo l’Augusto Costantino, perocchè tuttavia pagano2982, fece dei ricchi donativi al superbo tempio d’Apollo creduto quello di Autun, dove opinione era che si scoprisse la gente spergiura in quelle acque calde. Si può fondatamente riferire all’anno presente una sollevazione insorta nell’Africa, di cui parlano Zosimo2983 ed Aurelio Vittore2984. Probabilmente ubbidiva l’Africa a Galerio Augusto dopo la morte di Severo. Massenzio, imperadore di Roma e dell’Italia, ben sapendo che quelle provincie erano dinanzi assegnate all’Augusto dominante in Roma, cercò di stendere colà il suo dominio, e vi mandò le sue immagini scortate da una man di soldati. Furono queste rigettale da que’ popoli. Ma perchè le truppe del paese non poterono o non vollero fare resistenza, Cartagine col resto della contrada venne alla di lui ubbidienza. Cadde in pensiero a Massenzio di portarsi personalmente in Africa per processare e spogliare chiunque avea sprezzate l’immagini sue; ed avrebbe eseguito il disegno, se gli aruspici, con allegar segni infausti nelle vittime, non l’avessero trattenuto. Pertanto non fidandosi di Alessandro nativo della Frigia, che esercitava l’uffizio del prefetto del pretorio, o pur di suo vicario in Cartagine, gli scrisse che voleva per ostaggio un di lui figliuolo. Sapeva Alessandro che iniquo e sregolato principe fosse Massenzio, e però si andò scusando per non inviarlo. Scoperto poi che era venuta gente d’ordine d’esso Massenzio per assassinarlo, ancorchè persona di poco spirito e di molta età e pigrizia, intavolò una ribellione, e si fece proclamar Augusto da quelle milizie. Cosi ai cinque sopraccitati imperadori si aggiunse quest’altro, sempre più crescendo con ciò lo smembramento del romano imperio. Crede il Tristano2985 che un Nigriniano, appellato Divo in qualche rara medaglia, fosse figliuolo del suddetto Alessandro; ma si può dubitarne. Per tre anni si sostenne esso Alessandro nella signoria dell’Africa, come apparisce dalle di lui medaglie2986.




Anno di Cristo CCCIX. Indizione XII.
MARCELLO papa 2.
GALERIO imperadore 5.
MASSENZIO imperadore 4.
COSTANTINO imperadore 3.
LICINIO imperadore 3.
MASSIMINO imperadore 3.

Consoli

MASSENZIO AUGUSTO per la seconda volta, e ROMOLO CESARE per la seconda.

I consoli da me proposti sono quei che Massenzio tiranno elesse in Roma, e venivano riconosciuti per l’Italia. Ma per le altre provincie del romano imperio, stante la discordia fra gli Augusti, non si sa che fossero eletti consoli; o se furono eletti, ne è ignoto il nome, dal che venne che la gente, per denotar l’anno presente, si valeva della formola post consolatum Maximiani X et Galerii VII. Contuttociò vi ha chi pretende che Licinio Augusto prendesse il consolato anche egli. Abbiam veduto Romolo Cesare, figliuolo di Massenzio, esercitare il secondo consolato nell’anno presente; ma forse in questo medesimo egli mancò di vita, credendo alcuni che nelle acque del Tevere egli si affogasse, ma senza notizia del come; anzi con dubbio tuttavia se tale veramente fosse la morte di lui, perchè il passo di un panegirista2987 di Costantino non lascia scorgere se ivi si parli di Massenzio stesso o pure del figlio. Anzi perchè vedremo veramente annegato Massenzio in quel fiume, di lui e